sabato 14 dicembre 2013

giovedì 12 dicembre 2013

Per non dimenticare

























Una manifestazione di anarchici in piazza del Duomo per la scarcerazione di Pietro Valpreda, accusato della strage di piazza Fontana, il 30 marzo 1970 (Benzi/Rcs/Contrasto).


domenica 1 dicembre 2013

1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (1971)



1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (The Omega Man) è un film horror fantascientifico del 1971 diretto da Boris Sagal. Il soggetto è tratto dal romanzo fantascientifico post apocalittico di Richard Matheson Io sono leggenda (I Am Legend) del 1954 ...

sabato 23 novembre 2013

24 febbraio 1979




"Avrebbe avuto davanti a sé un futuro radioso, Luigi Di Sarro, e invece tutto si fermò la notte del 24 febbraio del 1979, quando venne ucciso. Era la Roma cupa degli anni di piombo. A due passi da San Pietro, in un tragico incidente a un posto di blocco, la sua vita fu spezzata da alcuni colpi di pistola. Aveva solo 37 anni ..."

Carla Cucchiarelli
Quella notte a Roma
Biografia di Luigi Di Sarro

Iacobelli editore
  • pagine 160
  • data di pubblicazione settembre 2013
  • isbn 9788862522076
  • prezzo di copertina 14,50 €

domenica 27 ottobre 2013

Lou Reed - Walk on the Wild Side (1972)

Le parole degli anni Settanta: gambizzare

Gambizzare

Vocabolario on line
gambiżżare v. tr. [der. di gamba]. – Ferire sparando alle gambe, come atto terroristico intimidatorio o punitivo (non raro in Italia nella seconda metà degli anni Settanta). ◆ Part. pass. gambiżżato, anche come agg. e s. m. (f. -a): un giornalista gambizzato; i gambizzati dalle Brigate Rosse.
Leggi tutto

martedì 17 settembre 2013

La mitraglietta di Jimmy Fontana

La Skorpion passata da Jimmy Fontana alle Brigate Rosse

Gli inquirenti non sono riusciti a scoprire i responsabili dell'uccisione di due missini, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, durante l'attentato alla sezione del Msi di Via Acca Larentia del 7 gennaio 1978, dove morì, qualche ora dopo, anche Stefano Recchioni, ucciso negli scontri scoppiati successivamente con le forze dell'ordine. Le indagini, tuttavia, hanno permesso di ricostruire  i "passaggi" della mitraglietta Skorpion, usata nell' attentato e poi utilizzata dalle BR per uccidere Ezio Tarantelli, Lando Conti e il senatore DC Roberto Ruffilli. La Skorpion fu trovata verso la fine degli anni '80, a Milano, nel covo brigatista di via Dogali, attraverso gli esami chimici è stato possibile ricostruire la matricola e risalire al suo proprietario. La Skorpion era stata acquistata regolarmente nel 1971 dal cantante Enrico Sbriccioli in arte Jimmy Fontana. L' arma fu poi ceduta nel 1977 ad un funzionario di polizia, secondo le dichiarazioni del cantante, ma il presunto acquirente ha sempre negato questa circostanza alla magistratura, fino a quando la sua posizione è stata stralciata perché il reato di detenzione illegale di arma era ormai prescritto.  

sabato 31 agosto 2013

venerdì 21 giugno 2013

Ciao a Claudio Rocchi, «alternativo» senza pari

Musica - Scompare a 62 Anni uno dei protagonisti dei Festival di Re Nudo

È stato uno degli artisti più importanti degli anni '70, autentico esploratore del «mondo nuovo»
È morto Claudio Rocchi. Aveva 62 anni. Nei giorni scorsi in un post straziante su facebook aveva annunciato la sua «settima vita». «Studente, aspirante rock star, aspirante santo indù, aspirante normale professionista, musicista ritrovato». Le prime cinque. E la sesta: malato terminale per via di una grave malattia degenerativa alle ossa. Paralizzato in un letto, infine. «Sappiate che il buonumore tiene - annunciava - la Coscienza pure e il libro è iniziato stamane». Era neppure un mese fa. Ieri sera, la notizia della scomparsa.
Di Claudio Rocchi i ragazzini e le ragazzine degli anni '70 difficilmente avevano potuto dimenticare quel piccolo film truffautiano in forma di ballata psichedelica che era «La tua prima luna, che finiva col protagonista addormentato su un prato e il passaggio di «una macchina verde della polizia». In quel colore verde (lo stesso di certi poliziotteschi e delle immagini d'archivio con gli scontri di piazza di quegli anni), restava tutta la tenerezza e la rabbia di un'altra epoca. 
E poi gli accordi erano semplici, la spazialità dilatata come nei dischi californiani - tra David Crosby e Tim Buckley. O come in certi pastiche etnici della Incredible String Band che Rocchi stesso amava e trasmetteva in quegli anni alla radio a Per voi giovani, con uno stile naif da viaggiatore anni '70, dandoti del tu come faceva nella sua canzone più famosa. «Musica totale», antirock, umana, neoprimitiva, neoetnica che rompeva con il ritmo industriale del rock'n'roll per buttarsi all'esplorazione di un mondo nuovo. E si faceva sul serio: dal «viaggio» (per caricaturale che fosse) si poteva anche non tornare.
Claudio Rocchi è stato comunque uno dei più conosciuti interpreti italiani della prima nostra «musica alternativa» (per certi versi mai più eguagliata per ricchezza e capacità di sperimentazione). Con gli Aktuala, il jazz-rock degli Area, Battiato e tanti altri. Tutti protagonisti dei festival di Re Nudo prima del disastro di Parco Lambro, in certi boschi prealpini dove si arrivava in autostop, si suonava praticamente senza elettricità e gli abitanti del luogo ti accoglievano come i nazisti dell'Illinois. Perché alternativa nella cultura era anche l'organizzazione, o non era.
Milanese come la maggior parte dei protagonisti della stagione psichedelica, legato fin dall'inizio all'esperienza di Re Nudo - straordinaria provocazione contro l'irrigidirsi neozdanoviano dell'estrema sinistra del tempo - figlio di un costruttore edile, smarrita e nuova generazione rispetto alla Milano del boom che pure era stato un centro propulsore della cultura metropolitana negli anni '60, e nei '70 fu di nuovo un centro tumultoso e certo più disperato, con le fabbriche ancora (per poco) in piedi, di vite da suonare e da fuggire. E occupare scuole, periferie, il viaggio in India, la militanza politica, sfondare ai concerti, la p38 in via De Amicis, 1977 (come la foto che chiude anzitempo un decennio).
Tempi in cui la musica pop - si chiamava così, allora - faceva i conti tutti i giorni con «la politica». E la politica con la vita. Era il bassista con gli Stormy Six, Claudio Rocchi. Li lasciò quando il gruppo di Franco Fabbri ebbe la sua «svolta» militante con l'album L'Unità (bellissimo comunque), che si chiude giusto con un pezzetto feroce dedicato a Claudio. 
Con Mauro Pagani, Alberto Camerini, Eugenio Finardi e Donatella Bardi aveva invece realizzato quattro album tra il '70 e il '74, che stanno di diritto tra i documenti più importanti dei nostri anni '70. Il secondo, in particolare, Volo Magico n. 1, è aperto da una suite lunga un'intera facciata di pura estasi frikkettona e messa in pratica del rifiuto del lavoro, inneggiando a «pane, suono aria, voci, amici, roba, far l'amore». E prosegue con «La realtà non esiste», idillio neobuddista per pianoforte e voce, intrecciato alle sue esperienze spirituali (che coivolsero molta parte del gruppo di Re Nudo).
Rocchi - dopo anni passati a occuparsi di mille cose pratiche e spirituali - negli ultimi anni era tornato a suonare, a scrivere, a usare internet per il crowdfunding e battagliare contro la mala gestione della Siae. Aveva inciso un album accompagnato da Gianni Maroccolo (ex Litfiba, ex Csi), che faceva parte della generazione successiva alla sua, anni '80 post-politica, ma aveva ancora memoria per quell'irripetibile codice estetico e soprattutto politico. Come tutti quelli che oggi lo ricordano, un pezzo della canzonetta della propria vita.

 Alberto Piccinini,  il manifesto, 19 giugno 2013

martedì 23 aprile 2013

Er Pecora (Teodoro Buontempo)

E' morto Teodoro Buontempo, dopo essere stato dirigente della Giovane Italia, nel 1972 diventa il primo segretario del Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del MSI. Er Pecora, soprannominato così per la vita di stenti trascorsa durante gli anni della gioventù, era un militante politico stimato tra i "camerati" e temuto dai "compagni". Se lo ricordano di sicuro gli studenti delle scuole romane, in particolare quelli del liceo Croce. Non erano rare le volte che si presentava, armato di megafono, per minacciare gli studenti di sinistra o per proteggere quelli di destra. Adesso, ne siamo certi, sarà da qualche parte, con il megafono ad arringare ancora i suoi con la solita grinta.



sabato 6 aprile 2013

venerdì 29 marzo 2013

Enzo Jannacci - Faceva il palo nella banda dell'ortica (1972)





Faceva il palo di Enzo Jannacci
(Walter Valdi - Enzo Jannacci)


Parlato:
Faceva il palo nella banda dell'Ortica,
ma l’era sguercio, el ghe vedeva quasi pù:
e l’è staa inscì che i hann ciapaa senza fadiga,
i hann ciapaa tutt, ma propi tutt, foeura che lù.


Cantato:
Lui era fisso che scrutava nella notte
quand gh’è passaa davanti a lù on carabinier,
insòmma on ghisa, trii carriba e on metronotte,
gnanca una piega lú l'ha fà, gnanca un plissé.

Faceva il palo della banda dell'Ortiga,
faceva il palo perché l'era el sò mestee.

Parlato:
Così, precisi come quei della Mascherpa,
hinn restaa lì i sò amis, a vedè i carabinier,
han detto: « Ma come, porco giuda,
mondo cane: il nostro palo, brutta bestia, ma indove l’è ? ».

Cantato:
Lui era fisso che scrutava nella notte,
ha visto nulla, ma in compens l'ha sentì nient,
perché a vederci non vedeva un'autobotte
però a sentirci ghe sentiva un accident.

Faceva il palo della banda dell'Ortiga,
faceva il palo perché l'era el sò mestee

Ci sono stati pugni, spari, grida e botte,
li han menà via ch'era già mo' quasi mezzdì.
Lui sempre fisso, lì, a scrutare nella notte,
perché el ghe vedeva istess de nòtt come ‘n del dì

Parlato:
Ed è li ancora come un palo nella via,
la gente guarda, el ghe dà cent lira e poeu la va;
lui, circospetto, guarda in giro e mette via,
ma poi borbotta, perché ormai l'è un po' incazzaa.

Ed è arrabbiato con la banda dell'Ortica
perché lui dice: « Non si fa così a rubar ».

Parlato:
Dice: « Ma come, a me mi lascian qui di fuori
e loro, loro chissà quand'è che vengon su;
e poi il bottino me lo portano su a cento lire:
un pò per volta, ma a far così non finiamo più.

Cantato:
No, no, quest chì è pròpi un lavorà de stupid,
io sono un palo, non un bamba, non ci sto più;
io vengo via da questa banda di sbarbati,
mi metto in proprio, così non ci penso più ».

Faceva il palo della banda dell'Ortiga,
faceva il palo perché l'era el sò mestee.

Faceva il palo della banda dell'Ortiga,
faceva il palo perché l'era el sò mestee.

sabato 16 marzo 2013

Aldo Moro

"Rispettando gli altri, desideriamo essere rispettati a nostra volta in qualsiasi momento, ed in particolare quando esprimiamo un voto di coscienza. Chiediamo di essere rispettati non solo per la imponente quantità di consensi che, sostanzialmente inalterata, noi abbiamo alle nostre spalle, ma anche e soprattutto perché, mentre è in atto una corrosione dei valori e delle strutture della società, una corrosione che dovrebbe fare riflettere seriamente quanti vanno al di là dell'immediato e guardano al domani, noi rappresentiamo non solo dei voti, ma idee, attese, speranze, valori, un patrimonio insieme di innovazioni, di ricchezza umana, di stabilità democratica, del quale il paese, secondo la nostra profonda convinzione, non potrebbe fare a meno."

Aldo Moro, Parlamento in seduta comune, Sul caso Lockheed, 3 marzo 1977.

domenica 3 marzo 2013

David Bowie (18 marzo 1973)



La copertina della storica rivista settimanale di argomenti musicali, Ciao 2001, dedica il numero 11 del 18 marzo 1973 a David Bowie

sabato 9 febbraio 2013

Addio ad Antonio Caronia

Il 30 gennaio 2013 è deceduto Antonio Caronia. Giornalista, critico letterario, traduttore, Caronia è stato un importante personaggio della fantascienza italiana, forse poco conosciuto dalle più recenti generazioni di lettori ma notissimo, per la sua intensa poliedrica e creativa attività, specie negli anni ’70-90 ...

sabato 12 gennaio 2013

Mariangela Melato


















Film d'amore e d'anarchia - Ovvero "Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza..." (1973)

venerdì 4 gennaio 2013

Francesco Guccini - Incontro (1972)


Incontro è un brano musicale scritto ed interpretato da Francesco Guccini, contenuto nell'album Radici (1972). Il video è stato registrato durante una trasmissione Rai del 1973. Quaranta anni fa!