mercoledì 4 novembre 2009

Come abbiamo perso l'innocenza

"Io l’ho detto da tempo. In particolare, proprio in un’intervista al Corriere del 2 aprile 2004. «Così abbiamo perduto l’innocenza. Ma oggi mi interrogo sulla sensatezza di questa formula... Si tratta dell’idea: chi è innocente scagli la prima pietra. È l’espediente che Gesù usa per non fare lapidare l’adultera.
Questo stratagemma evoca un problema morale straordinario: è proprio vero che chi è innocente può scagliare la prima pietra? Noi oggi ci comportiamo così nei confronti del racconto di piazza Fontana. Innocenti come eravamo, toccava a noi per diritto, diritto che è divenuto poi la nostra dannazione, tirare la prima pietra. Poi quando l’hai scagliata non sei più innocente. E non a caso poi ne tiri un’altra e un’altra ancora. Fino a divenire un lanciatore di pietre. Quasi un lapidatore: persino a noi successe.
La campagna contro Calabresi diventò una specie di lapidazione... "
(Adriano Sofri risponde sul Corriere della Sera di oggi, 4 novembre 2009, alle argomentazioni di Andrea Casalegno)

martedì 3 novembre 2009

La perdita dell'innocenza

"E’ una storia, quella cominciata qua­rant’anni fa, che sento raccontare a volte in modo compiaciuto, a volte in modo falso. E’ falso che piazza Fontana abbia rappresenta­to la “perdita dell’innocenza” per una gene­razione di militanti di sinistra. E’ falso che Marino possa essersi inventato di aver con­dotto l’auto dell’assassino di Luigi Calabre­si. Ma questo gli ex di Lotta continua lo san­no tutti".
Andrea Casalegno ricostruisce la tragedia che ha colpito la sua famiglia, in un libro che racconta dell'assassinio del padre per mano delle Brigate Rosse (Corriere della Sera, 3 novembre 2009, intervista a cura di Aldo Cazzullo).
"Ma non fu giusto – sostiene Casalegno – definire piazza Fon­tana come 'la perdita dell’innocenza' per i rivoluzionari di sini­stra. E’ un’espressio­ne di cui si palleggiano la paternità due per­sone tra loro diverse come Luigi Manconi e Adriano Sofri; ma, pur essendo teste pensan­ti e brillanti, hanno tutti e due torto. Qualsia­si persona sensata sa, anche senza aver letto Machiavelli e Sartre, che chi fa politica non è mai innocente; dire il contrario è ridicolo. Oltretutto sappiamo per bocca di un fonda­tore, Alberto Franceschini, che i futuri briga­tisti già si preparavano alla lotta armata. At­tribuire la responsabilità del terrorismo ros­so alla bomba di piazza Fontana è una scioc­chezza. Le responsabilità sono sempre per­sonali, e vanno sempre separate le une dalle altre. Anche se la strategia della tensione eb­be certo un ruolo nel precipitare il paese ne­gli anni di piombo".
Eppure io penso che per molti altri giovani, all'epoca appena adolescenti, piazza Fontana, in qualche modo, abbia rappresentato proprio quella "perdita dell'innocenza" di cui parla criticamente Andrea Casalegno. Scoprire uno Stato di cui non puoi fidarti, uno Stato nemico, fu uno choc potente che toccò un'intera generazione. Quello di sentirsi traditi dalle proprie istituzioni, dagli uomini e donne che devono rappresentarle è un pericolo sempre attuale, dal quale però ci si può difendere solo con gli strumenti della democrazia.

domenica 1 novembre 2009

Morire in un carcere...

"... Il 5 maggio 1972 partecipa al presidio antifascista indetto da Lotta continua a Pisa contro il comizio dell'on. Beppe Niccolai del Movimento Sociale Italiano. Il presidio viene duramente attaccato dalla polizia; durante una delle innumerevoli cariche Franco viene circondato da un gruppo di celerini del Secondo e del Terzo plotone della Terza compagnia del I Raggruppamento celere di Roma, sul lungarno Gambacorti, e pestato a sangue.
Successivamente viene trasferito prima in una caserma di polizia e poi al carcere Don Bosco, dove, il giorno dopo, viene sottoposto ad un interrogatorio, durante il quale manifesta uno stato di malessere generale che il Giudice e le guardie carcerarie e il medico del carcere non giudicano serio.
Il 7 maggio, dopo due giorni di agonia, Serantini viene trovato in coma nella sua cella, trasportato al pronto soccorso del carcere muore alle 9,45."
(Franco Serantini - Wikipedia) Cliccate sul link e leggete il resto...

martedì 27 ottobre 2009

Un compagno di Avanguardia Operaia

"... Da anni Bersani è ospite fisso di Cl, che sia in maggioranza o all’opposizione, ministro o peone, un po’ come Andreotti.
Indimenticabile l’edizione del 2003, quando a Bersani toccò addirittura di aprire l’evento insieme a uno dei big del movimento, don Massimo Camisasca. Raccontò che negli anni Settanta, mentre i suoi compagni di Avanguardia Operaia studiavano Marx, lui preferiva dedicarsi a san Gregorio Magno..." (dal blog di Marco Damilano)
E' proprio così, Pierluigi Bersani negli anni Settanta prima di approdare nel PCI era stato un militante di Avanguardia Operaia, di cui aveva fondato la sezione bolognese. E' passato così tanto tempo che molti oggi non sanno neppure di cosa parliamo, fortuna che esiste wikipedia!

sabato 24 ottobre 2009

Cub Croce

Altro pezzo d'antiquariato di grande valore. Dura la critica al governo Rumor per aver fronteggiato la crisi promuovendo contestualmente recessione e inflazione. In questo modo sono colpiti "direttamente i lavoratori sia dal lato del salario sia da quello dell'occupazione". Insomma il dibattito volava alto.

giovedì 15 ottobre 2009

Movimento, movimento...


E' uno degli articoli del ciclostilato Compagni, di cui nel post precedente abbiamo pubblicato la copertina. Provate a cliccare sull'immagine, si legge pure!

domenica 11 ottobre 2009

Ciclostilato in proprio

In questo numero: "Aborto libero e gratis!"; "Con il vietnam fino alla vittoria";"Ecco come si fa ginnastica al Croce".
(Provate a cliccare sull'immagine, ci guadagna)