sabato 15 dicembre 2018

La stagione dei movimenti



10-21 dicembre 2018
lun-ven 9h00-17h30
In occasione del 50° anniversario del Sessantotto e delle celebrazioni per il 40° della scomparsa del suo fondatore, la Fondazione Lelio e Lisli Basso ha voluto proporre al pubblico un importante frammento del patrimonio iconografico conservato nel suo Archivio storico.
Ventitre manifesti murali, selezionati tra i circa duecento appartenenti al fondo “Raccolte della Fondazione Basso”, che presentano uno spaccato significativo della stagione dei movimenti inaugurata con il “biennio rosso” 1968-1969 e proseguita negli anni Settanta.
Tracce di una memoria visiva attraverso cui si può riconoscere la genealogia dei nostri tempi, pubblici e privati: un microcosmo di luoghi, temi, eventi e personaggi della storia dell’Italia repubblicana. Emergono così i luoghi del conflitto politico e sociale: la scuola, l’università, la fabbrica, la caserma, i quartieri; le principali tematizzazioni: il diritto alla salute e alla qualità della vita, il diritto alla casa, la repressione, l’antifascismo, il femminismo, l’internazionalismo. Compaiono anche alcune delle figure che hanno segnato la storia e la memoria di quella stagione: Giulio Andreotti, Mariano Rumor, Giorgio Almirante, Giangiacomo Feltrinelli, Pietro Valpreda e, a livello internazionale, Nixon, Ho Chi Minh, Mao Tse-tung.  Affiorano alcuni degli eventi e dei fenomeni chiave: dalla strategia della tensione al referendum sul divorzio, dalla guerra nel Vietnam al colpo di Stato in Cile.
È uno sguardo certamente selettivo, filtrato in primo luogo dalla rappresentazione iconografica e politica di una delle organizzazioni attiva in quegli anni e più presente nel fondo archivistico: l’Organizzazione comunista Avanguardia operaia (AO). Sorta tra l’estate e l’autunno del 1968 per iniziativa di studenti e militanti milanesi, AO si propose come l’ala operaista del movimento con l’intento di unire le lotte degli studenti e dei lavoratori per “rilanciare la politica di classe”. Per lo più concentrata nelle città industriali del Nord, fu la principale animatrice del sindacalismo diretto dei Comitati unitari di base, ma fu presente anche nelle lotte sociali delle periferie urbane. Tra il 1969 e il 1971 il gruppo superò i confini regionali e si impose come organizzazione a livello nazionale. Nelle elezioni amministrative del 1975 aderì alla lista elettorale di Democrazia Proletaria per poi confluirvi in maggioranza quando questa si trasformò in partito nel 1978.
La prevalente presenza dei manifesti di AO non esaurisce però l’orizzonte dello sguardo che si estende ad altre forme associative, partiti e organizzazioni partecipi della stagione dei movimenti: alcuni legati alla stessa AO, come i citati Comitati unitari di base, i Collettivi comunisti territoriali o la milanese Casa dello studente e del lavoratore; altri contraddistinti da una adesione unitaria più estesa, come l’alleanza elettorale di Democrazia Proletaria, i coordinamenti degli studenti, il Comitato sulla “strage di Stato”; altri ancora di diversa appartenenza e orientamento, come il PSIUP, il PSI, il Circolo La Comune di Milano, il Comitato Vietnam.
Dai manifesti si ricava la memoria iconografica di quella stagione: i richiami al Sessantotto francese, alla tradizione e ai simboli della lunga storia del movimento operaio, ma anche inedite evocazioni di una grafica di costume. Particolarmente rilevante è la ricorrente presenza della matita di Alfredo Chiappori, uno dei maggiori interpreti della contestazione politica e sociale del Sessantotto e degli anni Settanta, e in un manifesto compare anche l’illustrazione di un altro e più noto disegnatore italiano, Guido Crepax.
La stagione dei movimenti corrispose agli ultimi anni della biografia politica e intellettuale di Lelio Basso, quando il leader socialista intese costruire le basi fondamentali della sua eredità con la costituzione prima dell’Istituto per lo studio della società contemporanea (1969), poi della Fondazione Lelio e Lisli Basso (1973) e infine della Fondazione Internazionale Lelio Basso (1976): tre organismi progressivamente fusi nell’attuale Fondazione Lelio e Lisli Basso. Furono anche gli anni in cui Lelio Basso sviluppò al massimo grado la sua vocazione internazionalista a difesa dei diritti umani e sociali nel mondo con l’azione del Tribunale Russell II e la proclamazione ad Algeri della Dichiarazione del diritto dei popoli (4 luglio 1976).
Il Progetto è sostenuto dalla Regione Lazio

martedì 4 dicembre 2018

Via del Governo Vecchio 39


























Il 2 ottobre 1976, è una storica giornata spartiacque per il movimento femminista romano. All'interno dei locali di Palazzo Nardini, occupato dal movimento, furono trasferite le attività iniziate nel consultorio autogestito (informazione contraccettiva, autovisita, aborto), si aprì un centro antiviolenza contro le donne. e numerose altre attività politiche e sociali. Dall'esperienza dell'occupazione del Governo Vecchio, che si aprì nei mesi successivi ad altri gruppi di donne e durò fino al 1984, nascerà in seguito l'attuale Casa delle Donne di Roma.

domenica 14 ottobre 2018

Aborto libero gratuito e assistito

























Era il 10 gennaio del 1975. L'Espresso mise in copertina una donna incinta messa in croce. Il numero fu sequestrato per "villipendio alla religione" e il direttore dell'epoca, Livio Zanetti venne denunciato. "E fu l’inizio, in un’Italia clericale arretrata sul piano del costume e dei diritti, di una grande campagna di civiltà: il diritto delle donne a fuggire l’aborto clandestino, a non dover commettere un reato penale, a vedersi riconosciuta la sovranità sul proprio corpo."



venerdì 21 settembre 2018

R.I.P. Inge Feltrinelli

E' morta a 87 anni IngeFeltrinelli, grande regina dell'editoria internazionale. Nella sua ultima intervista sostenne che la morte del marito, nel 1972, "certo non fu un incidente. Fu un omicidio politico: Giangiacomo sapeva di Gladio e dei loro depositi di esplosivi".

domenica 16 settembre 2018

Chi gridava evviva Mao

 













"Il 24 settembre 1970, i Rolling Stones decisero di interrompere un loro concerto alle Porte de Versailles per cedere il palco a Serge July, futuro direttore di Libération ma all'epoca leader della formazione più filocinese d'Europa, la Gauche  prolétarienne, il quale ebbe così l'occasione di denunciare di fronte ad un immenso pubblico l'arresto di alcuni suoi compagni e di muovere, inneggiando a Pechino, accuse non lievi al governo di Parigi. Fu quello una sorta di tributo eccezionale pagato da Mick Jagger e dalla sua banda allo spirito dei tempi. E soprattutto al culto di Mao Zedong ..." 
Paolo Mieli, Chi gridava evviva Mao, Corriere della Sera, 4 settembre 2018

domenica 19 agosto 2018

R.I.P. Claudio Lolli




















Claudio Lolli cantava canzoni tristi e deprimenti. Mi ha accompagnato nella mia adolescenza, un’età durante la quale certi testi hanno una presa maggiore, non sto qui a spiegare perché . Riascoltarlo a distanza di anni quasi mi imbarazzava, adesso però mi fa tristezza sapere che se n’è andato via per sempre. Buon viaggio.

Una bella intervista per ricordarlo con affetto ...

domenica 29 luglio 2018

I banchi del liceo anni '70


















Più o meno erano così i banchi, quando andavo al liceo. Erano da due posti, la sedia era identica a quella della foto. Purtroppo venivano spesso usati come "armi improprie". I banchi tornavano utili per le barricate, le sedie "volavano" facilmente o venivano rotte, le gambe, per farne delle spranghe. A ripensarci vengono quasi i brividi ma negli anni della contestazione queste cose erano normale amministrazione. Come ho scritto altre volte non ho nessuna nostalgia di quell'epoca.