sabato 27 giugno 2009

The Jackson 5 - Dancing Machine (1974)



Non potevo esimermi dal rendere omaggio a Michael Jackson, deceduto, per cause ancora ignote, il 25 giugno scorso. Nello spirito del blog ho preferito un video del 1974, dove suona con il gruppo di famiglia Jackson 5. Devo ammettere che non era proprio la musica che ascoltavo all'epoca, si vede che quel genere per "negri" non andava tanto di moda qui in Italia.

martedì 23 giugno 2009

Ronde fasciste



In effetti era un periodo strano, i costumi cambiavano, la censura allentava i controlli, però nelle piazze lo scontro sociale era durissimo. Così quando provi a raccontare gli anni '70 per immagini o suoni ti ritrovi a mettere insieme pezzi di un puzzle che non riesci a combinare tra loro: film scollacciati e musica impegnata, manifestazioni per il Vietnam e festival pop, figli dei fiori e marxisti-leninisti.

venerdì 19 giugno 2009

I prosseneti

L'erotico-trash anni '70
L'anziano Davide e sua moglie, la contessa Gilda hanno trasformato la loro splendida villa in una casa d'appuntamenti... Film erotico-trash, uscito a metà degli anni '70, diretto da Brunello Rondi, con Alain Cuny, Juliette Mayniel, Luciano Salce, Stefania Casini, Ilona Staller.
Termine di origine greca, prosseneta significava in origine “aiutatore degli ospiti”, un tempo mediatore o sensale. Oggi sta per ruffiano e mezzano.

venerdì 12 giugno 2009

Comizio in piazza


London, Hyde Park, Speaker's Corner

Erano ancora gli anni '70 e in un viaggio a Londra, quasi in fuga dagli anni di piombo, scoprii quasi per caso una dimensione diversa e molto british della politica.



sabato 6 giugno 2009

Gli anni della peggio gioventù

La tragedia di una generazione

Un altro libro sugli anni '70, con al centro ancora l'assassinio del commissario Calabresi: Gli anni della peggio gioventù. L’omicidio Calabresi e la tragedia di una generazione, Mondadori, € 18. A scrivere questa volta è Giampiero Mughini, secondo il quale «Sofri sapeva dell’azione contro Calabresi, ma non ne era stato il responsabile, non era stato quello che l’aveva decisa e ordinata». Eppure si addossa tutta intera la storia della sua organizzazione, al punto da definire «non malvagi» e anzi «mossi dallo sdegno e dalla commozione per le vittime» gli autori dell’omicidio Calabresi. Conclude Mughini che «se uno spende parole talmente impegnative nei confronti di chi uccise Calabresi, vuol dire che li conosce per nome e cognome e curriculum». Parole forti, pesanti, oltretutto se a scriverle è uno che quel mondo l'ha conosciuto bene, essendo stato per un periodo anche direttore di Lotta Continua. Se non ricordo male però senza condividere la “fattura” del giornale, si limitò a prestare la sua firma, come hanno fatto all'epoca molti giornalisti professionisti, per consentire al giornale di uscire in edicola. Questa ricostruzione con Sofri che sapeva e si addossa di fatto la responsabilità mi intriga, le parole usate per descrivere gli assassini di Calabresi, “non malvagi” e “mossi dallo sdegno”, lasciano aperta questa soluzione: Sofri probabilmente non è il responsabile dell'omicidio ma conosce la verità.