Vogliamo provare a raccontare quegli anni, che cosa rappresentano ancora nella nostra vita.
mercoledì 12 maggio 2021
Giorgiana Masi: 12 maggio 1977 - 12 maggio 2021
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martedì 15 dicembre 2020
martedì 1 dicembre 2020
La legge sul divorzio ha 50 anni
Questa è la manifestazione per la vittoria del referendum sulla legge per il divorzio. Correva l’anno 1974.
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venerdì 13 dicembre 2019
Licia Pinelli e Gemma Calabresi
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giovedì 12 dicembre 2019
12 dicembre 1969 - 12 dicembre 2019
La laica passione dell’anarchico Pino Pinelli
Com’è molto noto, in questo giorno di cinquant’anni fa, a Milano fascisti e nazisti forti della complicità di poliziotti della questura e degli Affari Riservati compirono una strage di innocenti di cui andarono e vanno fieri. Durò poi tre giorni nella questura milanese la laica passione dell’anarchico Pino Pinelli. Saranno pieni di pensieri, questi tre giorni.
Adriano Sofri, il Foglio, 12 dicembre 2019
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domenica 13 ottobre 2019
Addio Roberto Suozzi
Roberto Suozzi ci ha lasciato…
Il nostro maestro di medicina ci ha lasciato. Ieri mattina
alle 9.26 il suo cuore si è fermato e non è riuscito mandarci il suo ultimo Aerosol…
Roberto Michele Suozzi, “il professore”, è stato un compagno
che ha incrociato alcuni di noi in varie fasi della vita. Come per molti
ragazzi degli anni ‘70, se uno si mette a raccontarla, sembra che abbia vissuto
più vite dei gatti.
Lo ricordiamo giovanissimo, studente del liceo Croce,
navigare tra i gruppi extraparlamentari (Viva il Comunismo, Avanguardia
Comunista, Mls, ecc) in cerca come tutti di una linea “vincente”.
In questo girovagare ha conosciuto – come molti di noi –
tanti personaggi che sarebbero diventati famosi poi (si divertiva molto a
ricordare le giravolte verbali del Paolo Gentiloni allora intruppato tra i
lontani parenti dei “katanga”, qui a Roma, dove navigava sicuramente gente un
po’ più “hard”…), magari per motivi molto diversi; ma si era sempre rifiutato
con un sorriso di andare a pietire una “raccomandazione”, anche quando il
sistema l’aveva messo fuori dal giro.
Di quel periodo amava ricordare i tanti scontri con i
fascisti (una foto famosa, di un assalto alla sede di via Sommacampagna, a
Roma, lo ritraeva con il fazzoletto tirato fin sul naso, ma chi lo conosceva lo
individuava subito…). A farne le spese, all’Università La Sapienza, fu tra
l’altro Giancarlo Cartocci, uno dei membri di Ordine Nuovo entrati di sfuggita
nelle indagini sulla strage di Piazza Fontana.
Anche per questo era stato spesso “atteso sotto casa”, al
Nuovo Salario, ma i fasci non erano mai riusciti a prenderlo. Quartiere
pericoloso, quello, tra l’Archimede e Montesacro, dove qualche anno dopo rimase
ucciso Valerio Verbano.
Come medico si era fatto le ossa nel Pronto soccorso del
Policlinico, allora come oggi vera trincea dove i deboli di cuore non possono
resistere a lungo…
Si era specializzato in farmacologia e medicina dello sport,
pur laureandosi come chirurgo. Nella prima veste è risultato tra i fondatori della
fitomedicina italiana, come ben possono capire i nostri lettori, che da anni
leggono – in tanti, e vi ringraziamo – i suoi pezzi sulle piante medicinali e
le sue spietate controanalisi sui farmaci di uso comune (Depakin,
Aulin,
Augmentin,
ecc), su alcune malattie “inspiegate” come l’autismo,
l’infertilità
dilagante, o sui prodotti di Monsanto (il glifosato,
per esempio, ora vergognosamente
“assolto” dall’Unione Europea per non disturbare la tedesca Bayer).
Il suo libro sulle erbe, del ‘94, per Newton Compton, viene
ancora oggi cercato in rete…
Sportivo, appassionato, romanista, toccò il cielo con un
dito quando venne assunto come vice del dottor Alicicco, sedendo la domenica
sulla panchina dell’Olimpico accanto a Liedholm, Falcao, Cerezo, Bruno Conti,
Di Bartolomei, Graziani, ecc. Entrando in casa sua, le foto di quelle panchine,
con lui di lato, ti sbattevano subito sugli occhi.
Si rovinò la carriera sollevando uno dei primi scandali
doping quando ancora non veniva chiamato così… La sua fortuna era stata di
essere chiamato a fare da medico per la nazionale di calcio under 18. Ma ebbe
la “pessima idea” – aprendo l’armadio dei medicinali e trovando una valanga di
antiasmatici (poco “compatibili” con i giovanissimi atleti sotto le sue cure) –
di chiamare il giudice Guariniello, che ovviamente aprì un’inchiesta
“scandalosa”, anche se senza grandi titoli di giornale.
Non gli venne perdonato. Il mondo del calcio, e quello dello
sport di quegli anni, lo mise all’indice. Un medico doveva aiutare a vincere,
“pompando” se necessario i ragazzi, non mettersi a fare “l’obiettore di
coscienza”. Lì girano miliardi (di lire, a quei tempi), mica c’è da perdersi in
chiacchiere… Prendesse esempio da quello della Juventus (che finì poi in serie
B anche per questo…).
Aprì uno studio privato, dove curava gente di tutti i tipi.
Da Maurizio Costanzo e Maria De Filippi a giornalisti noti e non, fino a
compagni senza una lira usciti malconci da incidenti paurosi.
Non lesinava le energie e trovò modo e tempo per far parte
del team di medici che si tuffò a Genova 2001, curando compagni tra le cariche
e i lacrimogeni ad altezza d’uomo.
Per quasi 20 anni ha tenuto una rubrica di medicina e salute
su Repubblica, poi anche su il manifesto. Infine su Contropiano.
Senza chiederci mai un centesimo, come tutti i nostri “collaboratori”, anche se
ne avrebbe avuto certamente bisogno, dopo l’ictus carogna che lo aveva colpito
quasi dieci anni fa (per uno che vive di lavoro, e non di rendita, non è
proprio il massimo…).
Un “pozzo di scienza” che viveva incazzato, da figlio di
ferroviere (suo padre lo era), indignato con un mondo di merdacce ignoranti
pronte a farsi giannizzeri dei potenti e competenti veri che scelgono di farsi
“baroni”, anziché medici.
Uno di noi, impegnato a studiare fino all’ultimo giorno.
Perché nessuna liberazione può arrivare se non sai dove e come cercarla.
Uno che continuerà a lottare con noi.
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giovedì 25 luglio 2019
domenica 30 giugno 2019
Che tempo faceva a Roma a Giugno 1979
La temperatura massima era di 28.5 °C, la minima di 18,1 °C ...
Che tempo faceva a Roma a Giugno 1979 - Archivio Meteo Roma
Che tempo faceva a Roma a Giugno 1979 - Archivio Meteo Roma
domenica 7 aprile 2019
sabato 30 marzo 2019
La famiglia ... è in crisi dagli anni Settanta
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sabato 16 marzo 2019
sabato 2 febbraio 2019
Sid Vicious
Era il mattino del 2 febbraio del 1979
quando venne trovato morto Sid Vicious. Il bassista dei Sex Pistols si
trovava a New York, in casa della sua nuova fidanzata, Michelle
Robinson, e lì si è spento per overdose di eroina, l'ennesima. Non aveva
neanche 22 anni, e fu la madre a fornirgli l'ultima dose fatale la sera
prima, durante una festa per il suo rilascio dopo essere stato
arrestato per aver rotto un bicchiere in faccia a Todd, fratello di
Patti Smith ...
"Sid Vicious, 40 anni fa la morte di un anarchico del punk", la Repubblica, 2 febbraio 2019
domenica 27 gennaio 2019
sabato 15 dicembre 2018
La stagione dei movimenti
10-21 dicembre 2018
lun-ven 9h00-17h30
lun-ven 9h00-17h30
In occasione del 50° anniversario del Sessantotto e delle
celebrazioni per il 40° della scomparsa del suo fondatore, la Fondazione
Lelio e Lisli Basso ha voluto proporre al pubblico un importante
frammento del patrimonio iconografico conservato nel suo Archivio
storico.
Ventitre manifesti murali, selezionati tra i circa duecento appartenenti al fondo “Raccolte della Fondazione Basso”, che presentano uno spaccato significativo della stagione dei movimenti inaugurata con il “biennio rosso” 1968-1969 e proseguita negli anni Settanta.
Tracce di una memoria visiva attraverso cui si può riconoscere la genealogia dei nostri tempi, pubblici e privati: un microcosmo di luoghi, temi, eventi e personaggi della storia dell’Italia repubblicana. Emergono così i luoghi del conflitto politico e sociale: la scuola, l’università, la fabbrica, la caserma, i quartieri; le principali tematizzazioni: il diritto alla salute e alla qualità della vita, il diritto alla casa, la repressione, l’antifascismo, il femminismo, l’internazionalismo. Compaiono anche alcune delle figure che hanno segnato la storia e la memoria di quella stagione: Giulio Andreotti, Mariano Rumor, Giorgio Almirante, Giangiacomo Feltrinelli, Pietro Valpreda e, a livello internazionale, Nixon, Ho Chi Minh, Mao Tse-tung. Affiorano alcuni degli eventi e dei fenomeni chiave: dalla strategia della tensione al referendum sul divorzio, dalla guerra nel Vietnam al colpo di Stato in Cile.
È uno sguardo certamente selettivo, filtrato in primo luogo dalla rappresentazione iconografica e politica di una delle organizzazioni attiva in quegli anni e più presente nel fondo archivistico: l’Organizzazione comunista Avanguardia operaia (AO). Sorta tra l’estate e l’autunno del 1968 per iniziativa di studenti e militanti milanesi, AO si propose come l’ala operaista del movimento con l’intento di unire le lotte degli studenti e dei lavoratori per “rilanciare la politica di classe”. Per lo più concentrata nelle città industriali del Nord, fu la principale animatrice del sindacalismo diretto dei Comitati unitari di base, ma fu presente anche nelle lotte sociali delle periferie urbane. Tra il 1969 e il 1971 il gruppo superò i confini regionali e si impose come organizzazione a livello nazionale. Nelle elezioni amministrative del 1975 aderì alla lista elettorale di Democrazia Proletaria per poi confluirvi in maggioranza quando questa si trasformò in partito nel 1978.
La prevalente presenza dei manifesti di AO non esaurisce però l’orizzonte dello sguardo che si estende ad altre forme associative, partiti e organizzazioni partecipi della stagione dei movimenti: alcuni legati alla stessa AO, come i citati Comitati unitari di base, i Collettivi comunisti territoriali o la milanese Casa dello studente e del lavoratore; altri contraddistinti da una adesione unitaria più estesa, come l’alleanza elettorale di Democrazia Proletaria, i coordinamenti degli studenti, il Comitato sulla “strage di Stato”; altri ancora di diversa appartenenza e orientamento, come il PSIUP, il PSI, il Circolo La Comune di Milano, il Comitato Vietnam.
Dai manifesti si ricava la memoria iconografica di quella stagione: i richiami al Sessantotto francese, alla tradizione e ai simboli della lunga storia del movimento operaio, ma anche inedite evocazioni di una grafica di costume. Particolarmente rilevante è la ricorrente presenza della matita di Alfredo Chiappori, uno dei maggiori interpreti della contestazione politica e sociale del Sessantotto e degli anni Settanta, e in un manifesto compare anche l’illustrazione di un altro e più noto disegnatore italiano, Guido Crepax.
La stagione dei movimenti corrispose agli ultimi anni della biografia politica e intellettuale di Lelio Basso, quando il leader socialista intese costruire le basi fondamentali della sua eredità con la costituzione prima dell’Istituto per lo studio della società contemporanea (1969), poi della Fondazione Lelio e Lisli Basso (1973) e infine della Fondazione Internazionale Lelio Basso (1976): tre organismi progressivamente fusi nell’attuale Fondazione Lelio e Lisli Basso. Furono anche gli anni in cui Lelio Basso sviluppò al massimo grado la sua vocazione internazionalista a difesa dei diritti umani e sociali nel mondo con l’azione del Tribunale Russell II e la proclamazione ad Algeri della Dichiarazione del diritto dei popoli (4 luglio 1976).
Ventitre manifesti murali, selezionati tra i circa duecento appartenenti al fondo “Raccolte della Fondazione Basso”, che presentano uno spaccato significativo della stagione dei movimenti inaugurata con il “biennio rosso” 1968-1969 e proseguita negli anni Settanta.
Tracce di una memoria visiva attraverso cui si può riconoscere la genealogia dei nostri tempi, pubblici e privati: un microcosmo di luoghi, temi, eventi e personaggi della storia dell’Italia repubblicana. Emergono così i luoghi del conflitto politico e sociale: la scuola, l’università, la fabbrica, la caserma, i quartieri; le principali tematizzazioni: il diritto alla salute e alla qualità della vita, il diritto alla casa, la repressione, l’antifascismo, il femminismo, l’internazionalismo. Compaiono anche alcune delle figure che hanno segnato la storia e la memoria di quella stagione: Giulio Andreotti, Mariano Rumor, Giorgio Almirante, Giangiacomo Feltrinelli, Pietro Valpreda e, a livello internazionale, Nixon, Ho Chi Minh, Mao Tse-tung. Affiorano alcuni degli eventi e dei fenomeni chiave: dalla strategia della tensione al referendum sul divorzio, dalla guerra nel Vietnam al colpo di Stato in Cile.
È uno sguardo certamente selettivo, filtrato in primo luogo dalla rappresentazione iconografica e politica di una delle organizzazioni attiva in quegli anni e più presente nel fondo archivistico: l’Organizzazione comunista Avanguardia operaia (AO). Sorta tra l’estate e l’autunno del 1968 per iniziativa di studenti e militanti milanesi, AO si propose come l’ala operaista del movimento con l’intento di unire le lotte degli studenti e dei lavoratori per “rilanciare la politica di classe”. Per lo più concentrata nelle città industriali del Nord, fu la principale animatrice del sindacalismo diretto dei Comitati unitari di base, ma fu presente anche nelle lotte sociali delle periferie urbane. Tra il 1969 e il 1971 il gruppo superò i confini regionali e si impose come organizzazione a livello nazionale. Nelle elezioni amministrative del 1975 aderì alla lista elettorale di Democrazia Proletaria per poi confluirvi in maggioranza quando questa si trasformò in partito nel 1978.
La prevalente presenza dei manifesti di AO non esaurisce però l’orizzonte dello sguardo che si estende ad altre forme associative, partiti e organizzazioni partecipi della stagione dei movimenti: alcuni legati alla stessa AO, come i citati Comitati unitari di base, i Collettivi comunisti territoriali o la milanese Casa dello studente e del lavoratore; altri contraddistinti da una adesione unitaria più estesa, come l’alleanza elettorale di Democrazia Proletaria, i coordinamenti degli studenti, il Comitato sulla “strage di Stato”; altri ancora di diversa appartenenza e orientamento, come il PSIUP, il PSI, il Circolo La Comune di Milano, il Comitato Vietnam.
Dai manifesti si ricava la memoria iconografica di quella stagione: i richiami al Sessantotto francese, alla tradizione e ai simboli della lunga storia del movimento operaio, ma anche inedite evocazioni di una grafica di costume. Particolarmente rilevante è la ricorrente presenza della matita di Alfredo Chiappori, uno dei maggiori interpreti della contestazione politica e sociale del Sessantotto e degli anni Settanta, e in un manifesto compare anche l’illustrazione di un altro e più noto disegnatore italiano, Guido Crepax.
La stagione dei movimenti corrispose agli ultimi anni della biografia politica e intellettuale di Lelio Basso, quando il leader socialista intese costruire le basi fondamentali della sua eredità con la costituzione prima dell’Istituto per lo studio della società contemporanea (1969), poi della Fondazione Lelio e Lisli Basso (1973) e infine della Fondazione Internazionale Lelio Basso (1976): tre organismi progressivamente fusi nell’attuale Fondazione Lelio e Lisli Basso. Furono anche gli anni in cui Lelio Basso sviluppò al massimo grado la sua vocazione internazionalista a difesa dei diritti umani e sociali nel mondo con l’azione del Tribunale Russell II e la proclamazione ad Algeri della Dichiarazione del diritto dei popoli (4 luglio 1976).
Il Progetto è sostenuto dalla Regione Lazio
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martedì 4 dicembre 2018
Via del Governo Vecchio 39
Il 2 ottobre 1976, è una storica giornata spartiacque per il movimento
femminista romano. All'interno dei locali di Palazzo Nardini, occupato dal movimento, furono
trasferite le attività iniziate nel consultorio autogestito (informazione
contraccettiva, autovisita, aborto), si aprì un centro antiviolenza
contro le donne. e numerose altre attività politiche e sociali. Dall'esperienza
dell'occupazione del Governo Vecchio, che si aprì nei mesi successivi ad
altri gruppi di donne e durò fino al 1984, nascerà in seguito l'attuale
Casa delle Donne di Roma.
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domenica 14 ottobre 2018
Aborto libero gratuito e assistito
Era il 10 gennaio del 1975. L'Espresso mise in copertina una donna incinta messa in croce. Il numero fu sequestrato
per "villipendio alla religione" e il direttore dell'epoca, Livio Zanetti
venne denunciato. "E fu l’inizio, in un’Italia clericale arretrata sul piano del costume e
dei diritti, di una grande campagna di civiltà: il diritto delle donne a
fuggire l’aborto clandestino, a non dover commettere un reato penale, a
vedersi riconosciuta la sovranità sul proprio corpo."
venerdì 21 settembre 2018
R.I.P. Inge Feltrinelli
E' morta a 87 anni IngeFeltrinelli, grande regina dell'editoria internazionale. Nella sua ultima intervista sostenne che la morte del marito, nel 1972, "certo non fu un incidente. Fu un omicidio politico: Giangiacomo sapeva di Gladio e dei loro depositi di esplosivi".
domenica 16 settembre 2018
Chi gridava evviva Mao
"Il 24 settembre 1970, i Rolling Stones decisero di interrompere un loro concerto alle Porte de Versailles per cedere il palco a Serge July, futuro direttore di Libération ma all'epoca leader della formazione più filocinese d'Europa, la Gauche prolétarienne, il quale ebbe così l'occasione di denunciare di fronte ad un immenso pubblico l'arresto di alcuni suoi compagni e di muovere, inneggiando a Pechino, accuse non lievi al governo di Parigi. Fu quello una sorta di tributo eccezionale pagato da Mick Jagger e dalla sua banda allo spirito dei tempi. E soprattutto al culto di Mao Zedong ..."
Paolo Mieli, Chi gridava evviva Mao, Corriere della Sera, 4 settembre 2018
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