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giovedì 12 dicembre 2019

12 dicembre 1969 - 12 dicembre 2019

La laica passione dell’anarchico Pino Pinelli

Com’è molto noto, in questo giorno di cinquant’anni fa, a Milano fascisti e nazisti forti della complicità di poliziotti della questura e degli Affari Riservati compirono una strage di innocenti di cui andarono e vanno fieri. Durò poi tre giorni nella questura milanese la laica passione dell’anarchico Pino Pinelli. Saranno pieni di pensieri, questi tre giorni. 

Adriano Sofri, il Foglio, 12 dicembre 2019

sabato 15 dicembre 2018

La stagione dei movimenti



10-21 dicembre 2018
lun-ven 9h00-17h30
In occasione del 50° anniversario del Sessantotto e delle celebrazioni per il 40° della scomparsa del suo fondatore, la Fondazione Lelio e Lisli Basso ha voluto proporre al pubblico un importante frammento del patrimonio iconografico conservato nel suo Archivio storico.
Ventitre manifesti murali, selezionati tra i circa duecento appartenenti al fondo “Raccolte della Fondazione Basso”, che presentano uno spaccato significativo della stagione dei movimenti inaugurata con il “biennio rosso” 1968-1969 e proseguita negli anni Settanta.
Tracce di una memoria visiva attraverso cui si può riconoscere la genealogia dei nostri tempi, pubblici e privati: un microcosmo di luoghi, temi, eventi e personaggi della storia dell’Italia repubblicana. Emergono così i luoghi del conflitto politico e sociale: la scuola, l’università, la fabbrica, la caserma, i quartieri; le principali tematizzazioni: il diritto alla salute e alla qualità della vita, il diritto alla casa, la repressione, l’antifascismo, il femminismo, l’internazionalismo. Compaiono anche alcune delle figure che hanno segnato la storia e la memoria di quella stagione: Giulio Andreotti, Mariano Rumor, Giorgio Almirante, Giangiacomo Feltrinelli, Pietro Valpreda e, a livello internazionale, Nixon, Ho Chi Minh, Mao Tse-tung.  Affiorano alcuni degli eventi e dei fenomeni chiave: dalla strategia della tensione al referendum sul divorzio, dalla guerra nel Vietnam al colpo di Stato in Cile.
È uno sguardo certamente selettivo, filtrato in primo luogo dalla rappresentazione iconografica e politica di una delle organizzazioni attiva in quegli anni e più presente nel fondo archivistico: l’Organizzazione comunista Avanguardia operaia (AO). Sorta tra l’estate e l’autunno del 1968 per iniziativa di studenti e militanti milanesi, AO si propose come l’ala operaista del movimento con l’intento di unire le lotte degli studenti e dei lavoratori per “rilanciare la politica di classe”. Per lo più concentrata nelle città industriali del Nord, fu la principale animatrice del sindacalismo diretto dei Comitati unitari di base, ma fu presente anche nelle lotte sociali delle periferie urbane. Tra il 1969 e il 1971 il gruppo superò i confini regionali e si impose come organizzazione a livello nazionale. Nelle elezioni amministrative del 1975 aderì alla lista elettorale di Democrazia Proletaria per poi confluirvi in maggioranza quando questa si trasformò in partito nel 1978.
La prevalente presenza dei manifesti di AO non esaurisce però l’orizzonte dello sguardo che si estende ad altre forme associative, partiti e organizzazioni partecipi della stagione dei movimenti: alcuni legati alla stessa AO, come i citati Comitati unitari di base, i Collettivi comunisti territoriali o la milanese Casa dello studente e del lavoratore; altri contraddistinti da una adesione unitaria più estesa, come l’alleanza elettorale di Democrazia Proletaria, i coordinamenti degli studenti, il Comitato sulla “strage di Stato”; altri ancora di diversa appartenenza e orientamento, come il PSIUP, il PSI, il Circolo La Comune di Milano, il Comitato Vietnam.
Dai manifesti si ricava la memoria iconografica di quella stagione: i richiami al Sessantotto francese, alla tradizione e ai simboli della lunga storia del movimento operaio, ma anche inedite evocazioni di una grafica di costume. Particolarmente rilevante è la ricorrente presenza della matita di Alfredo Chiappori, uno dei maggiori interpreti della contestazione politica e sociale del Sessantotto e degli anni Settanta, e in un manifesto compare anche l’illustrazione di un altro e più noto disegnatore italiano, Guido Crepax.
La stagione dei movimenti corrispose agli ultimi anni della biografia politica e intellettuale di Lelio Basso, quando il leader socialista intese costruire le basi fondamentali della sua eredità con la costituzione prima dell’Istituto per lo studio della società contemporanea (1969), poi della Fondazione Lelio e Lisli Basso (1973) e infine della Fondazione Internazionale Lelio Basso (1976): tre organismi progressivamente fusi nell’attuale Fondazione Lelio e Lisli Basso. Furono anche gli anni in cui Lelio Basso sviluppò al massimo grado la sua vocazione internazionalista a difesa dei diritti umani e sociali nel mondo con l’azione del Tribunale Russell II e la proclamazione ad Algeri della Dichiarazione del diritto dei popoli (4 luglio 1976).
Il Progetto è sostenuto dalla Regione Lazio

martedì 4 dicembre 2018

Via del Governo Vecchio 39


























Il 2 ottobre 1976, è una storica giornata spartiacque per il movimento femminista romano. All'interno dei locali di Palazzo Nardini, occupato dal movimento, furono trasferite le attività iniziate nel consultorio autogestito (informazione contraccettiva, autovisita, aborto), si aprì un centro antiviolenza contro le donne. e numerose altre attività politiche e sociali. Dall'esperienza dell'occupazione del Governo Vecchio, che si aprì nei mesi successivi ad altri gruppi di donne e durò fino al 1984, nascerà in seguito l'attuale Casa delle Donne di Roma.

domenica 29 luglio 2018

I banchi del liceo anni '70


















Più o meno erano così i banchi, quando andavo al liceo. Erano da due posti, la sedia era identica a quella della foto. Purtroppo venivano spesso usati come "armi improprie". I banchi tornavano utili per le barricate, le sedie "volavano" facilmente o venivano rotte, le gambe, per farne delle spranghe. A ripensarci vengono quasi i brividi ma negli anni della contestazione queste cose erano normale amministrazione. Come ho scritto altre volte non ho nessuna nostalgia di quell'epoca.

venerdì 23 giugno 2017

La Strage di Brescia

La Corte di Cassazione ha confermato le condanne all'ergastolo per i neofascisti Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, accusati per la strage di piazza della Loggia avvenuta a Brescia il 28 maggio 1974.

"È una vittoria di una città che testardamente ha voluto la verità processuale che non era scontato arrivasse - così, il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, ha commentato la sentenza della Cassazione - la sentenza disvela in maniera chiara la matrice politica di quella strage e mette un punto fermo sulla verità storica che era ampiamente acquisita ma che oggi si consolida. Devo dire grazie alla magistratura che ha svolto una funzione inquirente e giudicante dimostrando grande coraggio. Seppur tardivamente le istituzioni hanno vinto la partita".

domenica 12 marzo 2017

12 marzo 1977

"Il movimento aveva raggiunto un punto di non ritorno: un corteo enorme di centomila studenti attraversava la città fra slogan e urla di guerra, incendiando le auto rapinando negozi, devastando le sedi dei partiti e delle multinazionali. Alcune armerie lungo il percorso del corteo vengono aperte e saccheggiate, decine di pistole e fucili distribuiti ai manifestanti. Il ministero di grazia e giustizia e la sede della Democrazia cristiana a piazza del Gesù vengono assaltati con lanci di molotov e colpi di arma da fuoco. Polizia e Carabinieri indossano giubbotti antiproiettile e sono pronti ad usare le armi. Quella giornata segnò la fine del movimento, non c'era più spazio per le mezze misure: o con il partito armato o con lo Stato." 

 (E' un post di Fabio D'Alfonso apparso su Facebook ... e copiato di di sana pianta perchè lo trovo ineccepibile)

12 marzo 1977




40 anni fa ero in piazza a manifestare contro cosa neppure lo ricordo, la repressione forse. Perché quel Movimento non era più il mio da tempo, anche se malgrado tutto qualcosa mi teneva ancora dalla sua parte, Di certo, all'epoca, non ero dalla parte della Celere o dei Carabinieri. Credo che come me la pensassero altre migliaia di giovsni che quel giorno manifestavano a Roma. C'era un cordone che ancora ci teneva uniti ma che andava spezzandosi. Una parte del Movimento aveva scelto la violenza, sempre più spesso fine a se stessa. L'idea della rivoluzione non era più all'orizzonte da tempo  ...

venerdì 17 febbraio 2017

17 febbraio 1977



Abbiamo voluto recuperare questo video non tanto per il commento quanto per le immagini di quel 17 febbraio di quaranta anni fa. Su Youtube sono facilmente reperibili altri video di quella giornata, ormai entrata nella storia d'Italia.