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martedì 23 giugno 2015

domenica 4 settembre 2011

Bastardi anni '70

Un maledetto tempo
Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, cita i "maledetti" e "bastardi" anni '70 e dalla platea dell'incontro nazionale delle Acli, del 2 settembre scorso, gli gridano "fascista". Il titolare del Welfare stava sostenendo che bisogna "uscire definitivamente da un maledetto tempo, dai bastardi anni '70 la cui onda lunga arriva fino ad oggi. Bastardi anni '70 dove le peggiori culture secolariste si sono espresse".

domenica 16 gennaio 2011

Fiat Mirafiori



Dovrebbe essere una foto scattata a Torino nel settembre del 1980. La Fiat attraversava un periodo difficilissimo e migliaia di operai erano stati messi in cassa integrazione. Dopo 35 giorni di sciopero e picchetti davanti agli ingressi della fabbrica, migliaia di impiegati e quadri scesero in piazza chiedendo la riapertura dei cancelli. E' passata alla storia come la marcia dei 40.000,. Quell'iniziativa chiuse, simbolicamente, un'epoca, quella delle lotte degli anni Settanta, con la classe operaia protagonista dei movimenti sociali e politici.

domenica 28 marzo 2010

I risultati delle regionali

7 giugno 1970
Le prime elezioni regionali si tennero in Italia il 7 giugno 1970. Si votò per quindici regioni (a "statuto ordinario"): Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto. Una sbirciatina su Wikipedia per i risultati è sempre interessante.

sabato 20 marzo 2010

Il coraggio di Moro

“Nell'immediato, gli attentati del 12 dicembre [1969] provocarono un generale sbandamento, sia tra le forze politiche sia nella società civile. Le bombe erano scoppiate al culmine di un grave conflitto sociale, sorto attorno al rinnovo del contratto dei metalmeccanici e contestualmente all'acuirsi della crisi politica che si era aperta con la scissione socialista del luglio 1969 e la nascita del governo di transizione guidato dal democristiano Marino Rumor. Al centro dello scontro continuava a essere la prosecuzione, o meno, dell'esperienza del centro-sinistra, con i socialdemocratici, i liberali e una parte della Democrazia cristiana sostenitori di un ritorno alle urne (e con essi il MSI, sebbene con finalità diverse), nelle prospettiva di dar vita a un governo centrista con una forte leadership, sul modello gollista, trionfatore in Francia nelle elezioni del giugno 1968. Il presidente della Repubblica Saragat incoraggiò questa linea, ma lo scioglimento delle Camere poteva essere effettuato solamente con il consenso della maggioranza delle forze parlamentari. L'opposizione a tale progetto di Aldo Moro e di una parte consistente della DC si aggiunse a quella del PCI, del PSI e del PSIUP: i quattro partiti, insieme, avrebbero avuto la maggioranza dei voti in Parlamento rendendo impossibile l'ipotesi di elezioni anticipate...”


Guido Panvini, Ordine nero, guerriglia rossa. La violenza politica nell'Italia degli anni Sessanta e Settanta (1966-1975), Einaudi 2009.


domenica 10 gennaio 2010

No al razzismo



Alla ricerca in rete delle battaglie in Italia contro il razzismo, ho trovato su un blog (Vintage Political Advertising) questo manifesto del Pci datato 1972.

martedì 27 ottobre 2009

Un compagno di Avanguardia Operaia

"... Da anni Bersani è ospite fisso di Cl, che sia in maggioranza o all’opposizione, ministro o peone, un po’ come Andreotti.
Indimenticabile l’edizione del 2003, quando a Bersani toccò addirittura di aprire l’evento insieme a uno dei big del movimento, don Massimo Camisasca. Raccontò che negli anni Settanta, mentre i suoi compagni di Avanguardia Operaia studiavano Marx, lui preferiva dedicarsi a san Gregorio Magno..." (dal blog di Marco Damilano)
E' proprio così, Pierluigi Bersani negli anni Settanta prima di approdare nel PCI era stato un militante di Avanguardia Operaia, di cui aveva fondato la sezione bolognese. E' passato così tanto tempo che molti oggi non sanno neppure di cosa parliamo, fortuna che esiste wikipedia!

sabato 17 gennaio 2009

Danzica, Sopot, Gdynia

Non molto tempo fa ho letto che la sinistra italiana, negli anni '70, non si era mobilitata per sostenere i popoli dell'Est europeo in rivolta contro i regimi comunisti. Questo volantino attesta che alcuni movimenti della sinistra extraparlamentare non solo simpatizzavano con le rivolte operaie dei paesi del "Socialismo reale", ma organizzavano anche iniziative di sostegno in Italia. Ma che cos'è un Teach-in?

sabato 12 aprile 2008

Elezioni politiche

Domani si vota
Il mio primo voto alle politiche risale al giugno del 1976; quelle furono in Italia le prime elezioni per il rinnovo del Parlamento alle quali presero parte anche i “diciottenni”. Ero insieme emozionato e felice. In questa epoca di antipolitica non sarà facile capirlo, ma avere ottenuto la maggiore età e il voto a diciotto anni era vissuto come una grande conquista, il risultato di una lunga stagione di battaglie per ammodernare la società, alle quali molti giovani come me avevano partecipato. In famiglia il giorno delle elezioni era un giorno importante, solenne, il voto era inteso più come un dovere civico che come un diritto. Il valore della democrazia lo avevo acquisito a casa prima che a scuola attraverso i racconti di papà o di nonna sulla guerra e sul fascismo. Di queste cose ne sentivi parlare a tavola mentre mangiavi, la televisione era spenta, in salone. Domattina mi alzo presto, vado a votare e magari compro pure le paste.

domenica 13 gennaio 2008

1976: "coup d'Etat"

Nel 1976, temendo la vittoria del Pci, la diplomazia britannica formulò e poi scartò l'ipotesi del colpo di stato. I documenti trovati da Repubblica negli archivi del Foreign Office. Quando si dice il contesto! Per tutti gli anni settanta in Italia, alla luce anche di quello che accadeva nel resto del mondo, era fortissimo l’allarme per il rischio di un colpo di stato da parte dei militari, se ne parlava persino nelle scuole.

lunedì 4 giugno 2007

Alterchi tra studenti del Croce



Gli incidenti a scuola arrivano in Parlamento

In una interrogazione presentata da due deputati del Pci , siamo alla Camera durante la VI legislatura, si chiede al Governo quali misure si intendano prendere per eliminare sia l’attività dei gruppetti squadristici, sia per impedire l’accesso all’interno della scuola da parte dei frequentatori della sede del Fronte della Gioventù (Msi) di via Sommacampagna. I fatti di cui si parla risalgono al 1972, e il liceo è lo scientifico Benedetto Croce di Via Palestro, allora a due passi dalla Stazione Termini. All’epoca, se non ricordo male, ero iscritto da poco al secondo anno. Gli “alterchi” si ripetevano quasi ogni giorno, per quanto fossi fortemente coinvolto da quelle vicende, ogni giorno rischiavi veramente di farti rompere la testa, non immaginavo neppure che qualcuno in Parlamento si occupasse di noi studenti. Naturalmente per il governo la situazione era sotto controllo, le manifestazioni di intemperanza della estrema destra e della estrema sinistra erano “sempre neutralizzate, sin dal nascere, dal tempestivo intervento dei servizi di vigilanza predisposti dalla vicina questura”.

mercoledì 9 maggio 2007

9 maggio 1978

Il 9 maggio del 1978, dopo 55 giorni di prigionia, Aldo Moro viene ucciso dalle Brigate Rosse. Il corpo viene ritrovato nel cofano di una Renault 4 rossa a Roma, in via Caetani, emblematicamente a metà strada tra Piazza del Gesù (dov'era la sede nazionale della Democrazia Cristiana) e via delle Botteghe Oscure (dove era la sede nazionale del Partito Comunista Italiano), come un'ultima simbolica sfida alle forze di polizia ed alle istituzioni democratiche.

martedì 23 gennaio 2007

Alieni ostili





Oggi il direttore del quotidiano il Riformista, Paolo Franchi ci spiega perché, secondo lui, non è inutile ragionare ancora sul ’77 , su quanto capitò in Italia (“il Settantasette fu, in sostanza, una storia italiana”) trent’anni fa. A quel movimento per molti motivi, così diverso dal Sessantotto, mancò qualsiasi tipo di interlocuzione politica, in primo luogo da parte della sinistra, soprattutto da parte del Pci. Quel movimento e quella generazione apparivano, scrive Paolo Franchi, letteralmente incomprensibili, “del tutto diversi com’erano dalla gruppettistica dei primi anni Settanta”. Come “degli alieni che ci erano cresciuti attorno senza che ne avessimo il minimo sentore, ma degli alieni ostili”. Chiude dicendo che il Settantasette ci parlava anche (non solo) del futuro, e anche per questo fu indagato così poco. Non fa una piega, ma su quello che è successo tra il 1970 e 1976 si è indagato abbastanza?