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giovedì 12 dicembre 2019

12 dicembre 1969 - 12 dicembre 2019

La laica passione dell’anarchico Pino Pinelli

Com’è molto noto, in questo giorno di cinquant’anni fa, a Milano fascisti e nazisti forti della complicità di poliziotti della questura e degli Affari Riservati compirono una strage di innocenti di cui andarono e vanno fieri. Durò poi tre giorni nella questura milanese la laica passione dell’anarchico Pino Pinelli. Saranno pieni di pensieri, questi tre giorni. 

Adriano Sofri, il Foglio, 12 dicembre 2019

martedì 8 agosto 2017

Silver Sirotti

"Doveva esserci anche Aldo Moro su quel treno Roma-Monaco di Baviera partito la sera del 3 agosto del 1974: sarebbe sceso a Bolzano, per raggiungere la famiglia in vacanza in Trentino. Invece pochi minuti prima della partenza, mentre già era seduto in carrozza, un paio di funzionari del ministero degli Esteri (di cui era titolare) lo richiamarono fuori per visionare e firmare dei dispacci urgenti. Di lì a poche ore, all'1.23 del 4 agosto, all'altezza di San Benedetto Val di Sambro il treno salta per aria per l'esplosione di un ordigno piazzato nella carrozza 5. Era l'Italicus.
Muoiono 12 persone, 48 rimangono ferite: tra le vittime c'è un giovane di quasi 25 anni, un controllore che quella notte viaggiava in servizio di scorta. Anziché mettersi in salvo, raggiunge la carrozza esplosa e cerca di salvare gli altri passeggeri. Silver Sirotti muore da eroe, imprigionato nell'inferno di fiamme e lamiere; verrà in seguito insignito della medaglia d'oro al valore civile divenendo un esempio. La sua è la storia di un ragazzo semplice vittima di un disegno più grande mirato a destabilizzare le nostre istituzioni e il Paese: una storia-simbolo degli anni di piombo e dello stragismo italiano ..." (Marco Di Maio, Facebook, 4 agosto 2017, ore 8:25)

venerdì 23 giugno 2017

La Strage di Brescia

La Corte di Cassazione ha confermato le condanne all'ergastolo per i neofascisti Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, accusati per la strage di piazza della Loggia avvenuta a Brescia il 28 maggio 1974.

"È una vittoria di una città che testardamente ha voluto la verità processuale che non era scontato arrivasse - così, il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, ha commentato la sentenza della Cassazione - la sentenza disvela in maniera chiara la matrice politica di quella strage e mette un punto fermo sulla verità storica che era ampiamente acquisita ma che oggi si consolida. Devo dire grazie alla magistratura che ha svolto una funzione inquirente e giudicante dimostrando grande coraggio. Seppur tardivamente le istituzioni hanno vinto la partita".

domenica 25 ottobre 2015

E' morto Giancarlo Stiz

Il giudice che seguì la pista nera
Giancarlo Stiz, giudice istruttore a Treviso, nel 1971 avviò le indagini sulla cellula veneta del  gruppo di estrema destra Ordine Nuovo, nel quale militavano Freda e Ventura. Grazie a quella inchiesta-madre, nei decenni successivi, si è riusciti ad arrivare alla verità storica sulle responsabilità dell'attentato alla Banca nazionale dell'Agricoltura di Piazza Fontana, a Milano, che provocò 17 vittime e quasi cento feriti.

martedì 17 settembre 2013

La mitraglietta di Jimmy Fontana

La Skorpion passata da Jimmy Fontana alle Brigate Rosse

Gli inquirenti non sono riusciti a scoprire i responsabili dell'uccisione di due missini, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, durante l'attentato alla sezione del Msi di Via Acca Larentia del 7 gennaio 1978, dove morì, qualche ora dopo, anche Stefano Recchioni, ucciso negli scontri scoppiati successivamente con le forze dell'ordine. Le indagini, tuttavia, hanno permesso di ricostruire  i "passaggi" della mitraglietta Skorpion, usata nell' attentato e poi utilizzata dalle BR per uccidere Ezio Tarantelli, Lando Conti e il senatore DC Roberto Ruffilli. La Skorpion fu trovata verso la fine degli anni '80, a Milano, nel covo brigatista di via Dogali, attraverso gli esami chimici è stato possibile ricostruire la matricola e risalire al suo proprietario. La Skorpion era stata acquistata regolarmente nel 1971 dal cantante Enrico Sbriccioli in arte Jimmy Fontana. L' arma fu poi ceduta nel 1977 ad un funzionario di polizia, secondo le dichiarazioni del cantante, ma il presunto acquirente ha sempre negato questa circostanza alla magistratura, fino a quando la sua posizione è stata stralciata perché il reato di detenzione illegale di arma era ormai prescritto.  

martedì 23 aprile 2013

Er Pecora (Teodoro Buontempo)

E' morto Teodoro Buontempo, dopo essere stato dirigente della Giovane Italia, nel 1972 diventa il primo segretario del Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del MSI. Er Pecora, soprannominato così per la vita di stenti trascorsa durante gli anni della gioventù, era un militante politico stimato tra i "camerati" e temuto dai "compagni". Se lo ricordano di sicuro gli studenti delle scuole romane, in particolare quelli del liceo Croce. Non erano rare le volte che si presentava, armato di megafono, per minacciare gli studenti di sinistra o per proteggere quelli di destra. Adesso, ne siamo certi, sarà da qualche parte, con il megafono ad arringare ancora i suoi con la solita grinta.



mercoledì 9 maggio 2012

Sergio Ramelli


Sergio Ramelli era un militante del Fronte della Gioventù (organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano), deceduto a 18 anni, nel 1975, dopo un violento pestaggio ad opera di alcuni militanti della sinistra extraparlamentare legati ad Avanguardia Operaia. 
All'epoca si poteva morire per strada anche così.

domenica 10 ottobre 2010

Ucciso terrorista nero

Sergio Calore
Suggerisco la lettura dell'articolo di Stefano Cappellini, su Il Riformista, oggi in edicola, dal titolo: "Il fascista che sposò la brigatista". Leggi queste storie e poi ti convinci che Gesù Cristo era un alieno, il mostro di Loch Ness esiste e l'influenza suina è un'invenzione delle multinazionali del farmaco. Insomma la storia d'Italia è tutta un complotto di servizi segreti e massonerie.

Il prossimo post lo dedico alle attrici degli anni '70 ... giuro.

giovedì 30 settembre 2010

Liceo Manzoni a Milano


"... sono scoppiati dei tafferugli quando una decina di esponenti di vari ambienti dell'estrema destra cittadina, che intendevano volantinare all'esterno, sono stati aggrediti da un folto gruppo di giovani dell'area antagonista. Il bilancio è di un ferito non grave, di un paio di contusi e di una decina di giovani di destra identificati".
E' successo il 25 settembre del 2010 ma sembra una storia di 30 anni fa. Poca fantasia...

domenica 28 marzo 2010

I risultati delle regionali

7 giugno 1970
Le prime elezioni regionali si tennero in Italia il 7 giugno 1970. Si votò per quindici regioni (a "statuto ordinario"): Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto. Una sbirciatina su Wikipedia per i risultati è sempre interessante.

sabato 20 marzo 2010

Il coraggio di Moro

“Nell'immediato, gli attentati del 12 dicembre [1969] provocarono un generale sbandamento, sia tra le forze politiche sia nella società civile. Le bombe erano scoppiate al culmine di un grave conflitto sociale, sorto attorno al rinnovo del contratto dei metalmeccanici e contestualmente all'acuirsi della crisi politica che si era aperta con la scissione socialista del luglio 1969 e la nascita del governo di transizione guidato dal democristiano Marino Rumor. Al centro dello scontro continuava a essere la prosecuzione, o meno, dell'esperienza del centro-sinistra, con i socialdemocratici, i liberali e una parte della Democrazia cristiana sostenitori di un ritorno alle urne (e con essi il MSI, sebbene con finalità diverse), nelle prospettiva di dar vita a un governo centrista con una forte leadership, sul modello gollista, trionfatore in Francia nelle elezioni del giugno 1968. Il presidente della Repubblica Saragat incoraggiò questa linea, ma lo scioglimento delle Camere poteva essere effettuato solamente con il consenso della maggioranza delle forze parlamentari. L'opposizione a tale progetto di Aldo Moro e di una parte consistente della DC si aggiunse a quella del PCI, del PSI e del PSIUP: i quattro partiti, insieme, avrebbero avuto la maggioranza dei voti in Parlamento rendendo impossibile l'ipotesi di elezioni anticipate...”


Guido Panvini, Ordine nero, guerriglia rossa. La violenza politica nell'Italia degli anni Sessanta e Settanta (1966-1975), Einaudi 2009.


domenica 21 febbraio 2010

Geopolitica dello scontro

Roma (1966 - 1975)
“Fu Roma la città in cui lo scontro fra neofascisti e sinistra extraparlamentare assunse più marcatamente logiche e dinamiche di tipo militare. L’epicentro della tensione fu, agli inizi, l’università. Di qui le violenze si trasmisero alle scuole superiori, centrali e periferiche. I licei classici Mamiani, Virgilio, Giulio Cesare, Tasso, Orazio e Augusto, i licei scientifici Paolo Sarpi, Castelnuovo, Francesco d’Assisi, Archimede, l’istituto tecnico industriale Galilei, l’istituto tecnico commerciale Botticelli, l’istituto tecnico Genovesi e molti altri, divennero sedi di scontro e conflitti. L’importanza delle scuole, per il diffondersi della violenza, risiedeva nel fatto che le sedi scolastiche erano spesso i luoghi dove s’intersecavano i confini tra i diversi quartieri, e dove gli studenti, di opposta fede politica e differente estrazione sociale, si mescolavano.”

Guido Panvini, Ordine nero, guerriglia rossa. La violenza politica nell'Italia degli anni Sessanta e Settanta (1966-1975), Einaudi 2009

sabato 30 gennaio 2010

Opposti estremismi


Ordine nero, guerriglia rossa

Come promesso ritorno a parlare del libro di Guido Panvini sulla violenza politica nell'Italia degli anni Sessanta e Settanta. Gli atti di violenza di quel periodo sono raccontati e ricostruiti attraverso le voci dei protagonisti, con grande attenzione alle fonti documentali. Si delinea "una storia di contaminazioni e di rispettive influenze politiche, ideologiche e culturali".
Non siamo alla teoria degli "opposti estremismi", ma non si può negare che neofascisti e sinistra extraparlamentare videro nella violenza il mezzo con cui far emergere "la sostanza repressiva nascosta nello stesso meccanismo regolatore della società del benessere". Lo strumento con cui smascherare il potere e poi abbatterlo.
Panvini ricorda il gruppo fondato da Jean Thiriat, intellettuale belga di destra ed ex-collaborazionista che negli anni '60 si avvicinò al maoismo. La sezione italiana di questa organizzazione, la Jeune Europe, venne frequentata anche da Renato Curcio, futuro leader delle BR, e partecipò a diverse manifestazioni con il Partito comunista d'Italia marxista -leninista.

sabato 23 gennaio 2010

In campana ragazzi

E non sono katanga
Sul mio comodino c'è ora un libro nuovo: Ordine nero, guerriglia rossa. La violenza politica nell'Italia degli anni Sessanta e Settanta (1966-1975), di Guido Panvini, edito da Einaudi. La foto, presa da questo libro, mi ricorda uno dei tanti servizi d'ordine che accompagnavano i cortei studenteschi di una volta. L'autore è uno studioso della violenza politica e del terrorismo dell'Italia, state sicuri che non mancherò di aggiornarvi mano a mano che andrò avanti nella lettura. Speriamo solo di non fare brutti sogni.

sabato 28 novembre 2009

Un video hard con Alessandra Mussolini

Sesso, bugie e videotape
"Siamo come negli anni '70. Allora gambizzavano, oggi fanno così: non lanciano pallottole ma video hard"
(Mussolini: ricatto hard?, La Stampa, 28 novembre 2009)

venerdì 20 novembre 2009

Autogestione al Croce

Questo numero di Compagni, giornale per il Movimento degli studenti del Croce, si apre con un consuntivo della settimana di autogestione, fa il punto della situazione politica e chiude con la campagna MSI fuorilegge. Infine c'è lo spazio anche per un intervento sulla musica popolare. Il richiamo alle stragi fasciste di Brescia e dell'Italicus e ad altre aggressioni squadristiche fa pensare che il giornale sia collocabile nell'autunno del 1974.