Vogliamo provare a raccontare quegli anni, che cosa rappresentano ancora nella nostra vita.
domenica 13 ottobre 2019
Addio Roberto Suozzi
sabato 15 dicembre 2018
La stagione dei movimenti
lun-ven 9h00-17h30
Ventitre manifesti murali, selezionati tra i circa duecento appartenenti al fondo “Raccolte della Fondazione Basso”, che presentano uno spaccato significativo della stagione dei movimenti inaugurata con il “biennio rosso” 1968-1969 e proseguita negli anni Settanta.
Tracce di una memoria visiva attraverso cui si può riconoscere la genealogia dei nostri tempi, pubblici e privati: un microcosmo di luoghi, temi, eventi e personaggi della storia dell’Italia repubblicana. Emergono così i luoghi del conflitto politico e sociale: la scuola, l’università, la fabbrica, la caserma, i quartieri; le principali tematizzazioni: il diritto alla salute e alla qualità della vita, il diritto alla casa, la repressione, l’antifascismo, il femminismo, l’internazionalismo. Compaiono anche alcune delle figure che hanno segnato la storia e la memoria di quella stagione: Giulio Andreotti, Mariano Rumor, Giorgio Almirante, Giangiacomo Feltrinelli, Pietro Valpreda e, a livello internazionale, Nixon, Ho Chi Minh, Mao Tse-tung. Affiorano alcuni degli eventi e dei fenomeni chiave: dalla strategia della tensione al referendum sul divorzio, dalla guerra nel Vietnam al colpo di Stato in Cile.
È uno sguardo certamente selettivo, filtrato in primo luogo dalla rappresentazione iconografica e politica di una delle organizzazioni attiva in quegli anni e più presente nel fondo archivistico: l’Organizzazione comunista Avanguardia operaia (AO). Sorta tra l’estate e l’autunno del 1968 per iniziativa di studenti e militanti milanesi, AO si propose come l’ala operaista del movimento con l’intento di unire le lotte degli studenti e dei lavoratori per “rilanciare la politica di classe”. Per lo più concentrata nelle città industriali del Nord, fu la principale animatrice del sindacalismo diretto dei Comitati unitari di base, ma fu presente anche nelle lotte sociali delle periferie urbane. Tra il 1969 e il 1971 il gruppo superò i confini regionali e si impose come organizzazione a livello nazionale. Nelle elezioni amministrative del 1975 aderì alla lista elettorale di Democrazia Proletaria per poi confluirvi in maggioranza quando questa si trasformò in partito nel 1978.
La prevalente presenza dei manifesti di AO non esaurisce però l’orizzonte dello sguardo che si estende ad altre forme associative, partiti e organizzazioni partecipi della stagione dei movimenti: alcuni legati alla stessa AO, come i citati Comitati unitari di base, i Collettivi comunisti territoriali o la milanese Casa dello studente e del lavoratore; altri contraddistinti da una adesione unitaria più estesa, come l’alleanza elettorale di Democrazia Proletaria, i coordinamenti degli studenti, il Comitato sulla “strage di Stato”; altri ancora di diversa appartenenza e orientamento, come il PSIUP, il PSI, il Circolo La Comune di Milano, il Comitato Vietnam.
Dai manifesti si ricava la memoria iconografica di quella stagione: i richiami al Sessantotto francese, alla tradizione e ai simboli della lunga storia del movimento operaio, ma anche inedite evocazioni di una grafica di costume. Particolarmente rilevante è la ricorrente presenza della matita di Alfredo Chiappori, uno dei maggiori interpreti della contestazione politica e sociale del Sessantotto e degli anni Settanta, e in un manifesto compare anche l’illustrazione di un altro e più noto disegnatore italiano, Guido Crepax.
La stagione dei movimenti corrispose agli ultimi anni della biografia politica e intellettuale di Lelio Basso, quando il leader socialista intese costruire le basi fondamentali della sua eredità con la costituzione prima dell’Istituto per lo studio della società contemporanea (1969), poi della Fondazione Lelio e Lisli Basso (1973) e infine della Fondazione Internazionale Lelio Basso (1976): tre organismi progressivamente fusi nell’attuale Fondazione Lelio e Lisli Basso. Furono anche gli anni in cui Lelio Basso sviluppò al massimo grado la sua vocazione internazionalista a difesa dei diritti umani e sociali nel mondo con l’azione del Tribunale Russell II e la proclamazione ad Algeri della Dichiarazione del diritto dei popoli (4 luglio 1976).
domenica 21 gennaio 2018
Paolo Sollier
"Il mondo non è cambiato, però il Sessantotto lo ha migliorato" Paolo Sollier
Sollier: “Invecchio con lo spirito del Sessantotto. Sarò sempre quel pugno chiuso”
domenica 2 dicembre 2012
Quando c'era il cineforum
Steve Della Casa, Paolo Manera (a cura di)
Sbatti Bellocchio in sesta pagina
Il cinema nei giornali della sinistra extraparlamentare 1968-1976 2012, pp. XII-228, €18 ,00
mercoledì 9 maggio 2012
Sergio Ramelli
mercoledì 25 aprile 2012
25 aprile 1975
martedì 27 ottobre 2009
Un compagno di Avanguardia Operaia
"... Da anni Bersani è ospite fisso di Cl, che sia in maggioranza o all’opposizione, ministro o peone, un po’ come Andreotti.Indimenticabile l’edizione del 2003, quando a Bersani toccò addirittura di aprire l’evento insieme a uno dei big del movimento, don Massimo Camisasca. Raccontò che negli anni Settanta, mentre i suoi compagni di Avanguardia Operaia studiavano Marx, lui preferiva dedicarsi a san Gregorio Magno..." (dal blog di Marco Damilano)
E' proprio così, Pierluigi Bersani negli anni Settanta prima di approdare nel PCI era stato un militante di Avanguardia Operaia, di cui aveva fondato la sezione bolognese. E' passato così tanto tempo che molti oggi non sanno neppure di cosa parliamo, fortuna che esiste wikipedia!
sabato 17 gennaio 2009
Danzica, Sopot, Gdynia
Non molto tempo fa ho letto che la sinistra italiana, negli anni '70, non si era mobilitata per sostenere i popoli dell'Est europeo in rivolta contro i regimi comunisti. Questo volantino attesta che alcuni movimenti della sinistra extraparlamentare non solo simpatizzavano con le rivolte operaie dei paesi del "Socialismo reale", ma organizzavano anche iniziative di sostegno in Italia. Ma che cos'è un Teach-in?domenica 24 giugno 2007
Il Cub del Croce
A meta degli anni Settanta gli studenti medi di tutta Italia si mobilitano contro l’introduzione dei “decreti delegati”. Nel 1973 è stata approvata una legge delega di riforma dell'organizzazione del sistema scolastico e il 31 maggio 1974 – ministro della pubblica istruzione Franco Maria Malfatti (Dc) – sono emanati cinque decreti delegati di attuazione che, oltre a riformare molti aspetti dello stato giuridico del personale scolastico, introducono per la prima volta nel sistema di istruzione nazionale gli organi collegiali. Scioperi, occupazioni e autogestioni sono promossi dalle organizzazioni studentesche (Cpu, Cub, Cps) della sinistra extraparlamentare, il Manifesto, Avanguardia Operaia e Lotta Continua, perché “il principio della delega porta alla delegittimazione dell’assemblea”.
La foto del Cub del liceo Croce potrebbe essere stata scattata il 23 gennaio del 1974, ma un’altra grande manifestazione c’è stata il 30 novembre dello stesso anno (“a Roma eravamo in piazza in 70.000!”). Dopo tanto tempo non è facile mettere ordine con precisione ai ricordi.





