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domenica 2 ottobre 2016

Hazel 36

















E non venitemi a parlare di nostalgia, non ho nessun rimpianto per quella stagione di violenza e sangue, quando alle manifestazioni si andava armati come in guerra.

sabato 10 maggio 2014

L’ex terrorista Ferrandi riabilitato

Una vittoria della democrazia sul terrorismo

Era il 14 maggio 1977,quando il vicebrigadiere di polizia Antonio Custra, venne ucciso a Milano, nel corso di una manifestazione. Le foto in bianco e nero scattate durante gli incidenti sono diventate le immagini simbolo degli anni di piombo. L’agente aveva 25 anni e chi sparò, l’ex terrorista di Prima Linea Mario Ferrandi, ne aveva 28. 

La sentenza di riabilitazione arriva dopo 37 anni, il pentito, che incontrò la figlia del poliziotto, riottiene i diritti civili. «Sarebbe stato impossibile senza i familiari delle vittime, anime grandi».

sabato 6 aprile 2013

mercoledì 9 maggio 2012

Sergio Ramelli


Sergio Ramelli era un militante del Fronte della Gioventù (organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano), deceduto a 18 anni, nel 1975, dopo un violento pestaggio ad opera di alcuni militanti della sinistra extraparlamentare legati ad Avanguardia Operaia. 
All'epoca si poteva morire per strada anche così.

domenica 21 febbraio 2010

Geopolitica dello scontro

Roma (1966 - 1975)
“Fu Roma la città in cui lo scontro fra neofascisti e sinistra extraparlamentare assunse più marcatamente logiche e dinamiche di tipo militare. L’epicentro della tensione fu, agli inizi, l’università. Di qui le violenze si trasmisero alle scuole superiori, centrali e periferiche. I licei classici Mamiani, Virgilio, Giulio Cesare, Tasso, Orazio e Augusto, i licei scientifici Paolo Sarpi, Castelnuovo, Francesco d’Assisi, Archimede, l’istituto tecnico industriale Galilei, l’istituto tecnico commerciale Botticelli, l’istituto tecnico Genovesi e molti altri, divennero sedi di scontro e conflitti. L’importanza delle scuole, per il diffondersi della violenza, risiedeva nel fatto che le sedi scolastiche erano spesso i luoghi dove s’intersecavano i confini tra i diversi quartieri, e dove gli studenti, di opposta fede politica e differente estrazione sociale, si mescolavano.”

Guido Panvini, Ordine nero, guerriglia rossa. La violenza politica nell'Italia degli anni Sessanta e Settanta (1966-1975), Einaudi 2009

sabato 30 gennaio 2010

Opposti estremismi


Ordine nero, guerriglia rossa

Come promesso ritorno a parlare del libro di Guido Panvini sulla violenza politica nell'Italia degli anni Sessanta e Settanta. Gli atti di violenza di quel periodo sono raccontati e ricostruiti attraverso le voci dei protagonisti, con grande attenzione alle fonti documentali. Si delinea "una storia di contaminazioni e di rispettive influenze politiche, ideologiche e culturali".
Non siamo alla teoria degli "opposti estremismi", ma non si può negare che neofascisti e sinistra extraparlamentare videro nella violenza il mezzo con cui far emergere "la sostanza repressiva nascosta nello stesso meccanismo regolatore della società del benessere". Lo strumento con cui smascherare il potere e poi abbatterlo.
Panvini ricorda il gruppo fondato da Jean Thiriat, intellettuale belga di destra ed ex-collaborazionista che negli anni '60 si avvicinò al maoismo. La sezione italiana di questa organizzazione, la Jeune Europe, venne frequentata anche da Renato Curcio, futuro leader delle BR, e partecipò a diverse manifestazioni con il Partito comunista d'Italia marxista -leninista.

sabato 23 gennaio 2010

In campana ragazzi

E non sono katanga
Sul mio comodino c'è ora un libro nuovo: Ordine nero, guerriglia rossa. La violenza politica nell'Italia degli anni Sessanta e Settanta (1966-1975), di Guido Panvini, edito da Einaudi. La foto, presa da questo libro, mi ricorda uno dei tanti servizi d'ordine che accompagnavano i cortei studenteschi di una volta. L'autore è uno studioso della violenza politica e del terrorismo dell'Italia, state sicuri che non mancherò di aggiornarvi mano a mano che andrò avanti nella lettura. Speriamo solo di non fare brutti sogni.

martedì 23 giugno 2009

Ronde fasciste



In effetti era un periodo strano, i costumi cambiavano, la censura allentava i controlli, però nelle piazze lo scontro sociale era durissimo. Così quando provi a raccontare gli anni '70 per immagini o suoni ti ritrovi a mettere insieme pezzi di un puzzle che non riesci a combinare tra loro: film scollacciati e musica impegnata, manifestazioni per il Vietnam e festival pop, figli dei fiori e marxisti-leninisti.

sabato 28 febbraio 2009

Ronde, ronde...

Il passato che torna
Questa storia delle ronde mi ricorda tanto le ronde antifasciste degli anni '70. Oppure quelle delle femministe organizzate sullo slogan "riprendiamoci la notte". Ho provato a fare una ricerca in rete ma non c'è molto, magari è meglio così. Riconducibili al gruppo terroristico di estrema sinistra Prima Linea (1976) erano le sigle: Ronde Armate Proletarie e Ronde Proletarie Tiburtino.