Vogliamo provare a raccontare quegli anni, che cosa rappresentano ancora nella nostra vita.
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sabato 30 marzo 2019
La famiglia ... è in crisi dagli anni Settanta
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martedì 4 dicembre 2018
Via del Governo Vecchio 39
Il 2 ottobre 1976, è una storica giornata spartiacque per il movimento
femminista romano. All'interno dei locali di Palazzo Nardini, occupato dal movimento, furono
trasferite le attività iniziate nel consultorio autogestito (informazione
contraccettiva, autovisita, aborto), si aprì un centro antiviolenza
contro le donne. e numerose altre attività politiche e sociali. Dall'esperienza
dell'occupazione del Governo Vecchio, che si aprì nei mesi successivi ad
altri gruppi di donne e durò fino al 1984, nascerà in seguito l'attuale
Casa delle Donne di Roma.
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sabato 5 maggio 2018
Karl Marx (5 maggio 1818 - 14 marzo 1883)
Oggi può stupire ma c'è stato un tempo in cui alcuni adolescenti passavano il loro tempo studiando i classici del marxismo. Altro che Facebook! Non giudichiamo, è soltanto una constatazione.
mercoledì 6 gennaio 2016
martedì 17 giugno 2014
domenica 2 dicembre 2012
Quando c'era il cineforum
Il cinema nei giornali della sinistra extraparlamentare 1968-1976
Steve Della Casa, Paolo Manera (a cura di)
Sbatti Bellocchio in sesta pagina
Il cinema nei giornali della sinistra extraparlamentare 1968-1976 2012, pp. XII-228, €18 ,00
"Per la generazione del ’68 il cinema è stato uno straordinario strumento di socializzazione. Ecco perché è molto presente sui giornali che la sinistra extraparlamentare ha prodotto fino al 1976, anno in cui la spinta del ’68 finisce, la partecipazione di massa scompare e tutto cambia. Sono i giornali (da «Lotta continua» a «Vedo rosso», da «Servire il popolo» alla «Vecchia talpa», dal «Quotidiano dei lavoratori» al «manifesto») che hanno formato una nuova generazione di giornalisti e un modo nuovo di intendere il giornalismo. In quelle testate il cinema fa spesso capolino, con stroncature spettacolari oppure con titoli a effetto. Gli articoli non sono mai firmati, ma la memoria orale indica nomi di un certo peso: Umberto Eco, Adriano Sofri, Pio Baldelli, Peppino Ortoleva, Vincenzo Vita, Valentino Parlato; Taviani, Bellocchio, Petri, Montaldo, Kubrick, gli autori più recensiti..."
Steve Della Casa, Paolo Manera (a cura di)
Sbatti Bellocchio in sesta pagina
Il cinema nei giornali della sinistra extraparlamentare 1968-1976 2012, pp. XII-228, €18 ,00
mercoledì 25 aprile 2012
25 aprile 1975
venerdì 20 novembre 2009
Autogestione al Croce
Questo numero di Compagni, giornale per il Movimento degli studenti del Croce, si apre con un consuntivo della settimana di autogestione, fa il punto della situazione politica e chiude con la campagna MSI fuorilegge. Infine c'è lo spazio anche per un intervento sulla musica popolare. Il richiamo alle stragi fasciste di Brescia e dell'Italicus e ad altre aggressioni squadristiche fa pensare che il giornale sia collocabile nell'autunno del 1974.
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giovedì 15 ottobre 2009
Movimento, movimento...
domenica 11 ottobre 2009
sabato 17 gennaio 2009
Danzica, Sopot, Gdynia
Non molto tempo fa ho letto che la sinistra italiana, negli anni '70, non si era mobilitata per sostenere i popoli dell'Est europeo in rivolta contro i regimi comunisti. Questo volantino attesta che alcuni movimenti della sinistra extraparlamentare non solo simpatizzavano con le rivolte operaie dei paesi del "Socialismo reale", ma organizzavano anche iniziative di sostegno in Italia. Ma che cos'è un Teach-in?
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domenica 28 dicembre 2008
Croce, Plinio e Albertelli: uniti nella lotta!
Altro prezioso documento, questo volantino ciclostilato risale addirittura al marzo del 1971. La fonte è uno dei tanti amici di Facebook ( Liceo scientifico Benedetto Croce Roma "Quelli degli anni '70"). Cliccando e zoomando, si legge perfettamente. "Solo comprendendo la radice di una contraddizione si può iniziare a porsi il problema della sua soluzione".sabato 20 dicembre 2008
A sinistra ferve il dibattito (1976)
A sinistra il confronto è sempre stato particolarmente vivace. Questo volantino "prelevato" da Facebook ( Liceo scientifico Benedetto Croce Roma "Quelli degli anni '70") è una delle tante prove documentali che possiamo esibire sul tema. A proposito questa unità, quando si fa?domenica 30 novembre 2008
Scuola Sinistra (II° parte)
Scuola Sinistra (I° parte)
domenica 9 novembre 2008
E' tornato di moda il megafono?
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giovedì 5 giugno 2008
Il ciclostile l’ho trovato
Ma la matrice chi ce l’ha?Non vi è dubbio alcuno che la comunicazione è alla base della evoluzione umana. Negli anni Settanta se vivevi a Roma e facevi politica, per comunicare avevi due strumenti: il tazebao, sorta di giornale murale importato dalla rivoluzione culturale cinese del ’66, o il volantino, un foglio formato A4 che veniva riprodotto in serie grazie all’uso del ciclostile. Con questa tecnica venivano anche prodotti pubblicazioni di informazione (o controinformazione come si usava dire). Al Liceo Croce gli studenti di sinistra collaboravano, leggevano e diffondevano il foglio Scuola Sinistra o il più militante Compagni.
Il volantino aveva poi il suo rito di distribuzione: il volantinaggio, cioè la distribuzione di fronte all’ingresso delle scuole, dei posti di lavoro o nei quartieri. Da notare che il volantinaggio, molto spesso, era a sua volta all’origine di scontri tra studenti di opposte fazioni o con le forze di polizia che per vari motivi cercavano di impedirlo.
Come le idee camminano sulle gambe delle persone, così il volantino fondava la sua esistenza su quattro elementi chiave: il ciclostile, la matrice, la risma di carta e l’inchiostro. Il primo era difficile da trovare. A Roma negli anni Settanta i Radicali nella loro sede di via di Torre Argentina ne avevano uno a disposizione degli studenti ed un altro era nella sede di via dei Volsci a San Lorenzo, di meno facile accesso perché frequentata da “duri e puri” della estrema sinistra romana. La risma di carta la vendevano i cartolai. L’inchiostro in dei tubi giganti di simil-dentifricio. Il dramma vero era la matrice: costoso e fragilissimo foglio di carta di riso impregnato di cera che doveva essere delicatamente inserito nelle vecchie macchine da scrivere meccaniche. Ogni lettera poi doveva essere ben battuta per permettere la perforazione della matrice. Di lì sarebbe passato l’inchiostro e le idee e le parole si sarebbero impresse su una carta ruvida e giallastra pronte per essere diffuse e condivise. Molte matrici si rompevano sullo stesso ciclostile durante la fase di stampa, spalmando grandi chiazze di inchiostro sulla carta e facendo piangere od imprecare chi aveva speso ore per produrre il volantino. Si perdeva così la matrice e le idee si fondevano nell’inchiostro, mentre il ciclostile si preparava alla prossima sfida.
Il volantino aveva poi il suo rito di distribuzione: il volantinaggio, cioè la distribuzione di fronte all’ingresso delle scuole, dei posti di lavoro o nei quartieri. Da notare che il volantinaggio, molto spesso, era a sua volta all’origine di scontri tra studenti di opposte fazioni o con le forze di polizia che per vari motivi cercavano di impedirlo.
Come le idee camminano sulle gambe delle persone, così il volantino fondava la sua esistenza su quattro elementi chiave: il ciclostile, la matrice, la risma di carta e l’inchiostro. Il primo era difficile da trovare. A Roma negli anni Settanta i Radicali nella loro sede di via di Torre Argentina ne avevano uno a disposizione degli studenti ed un altro era nella sede di via dei Volsci a San Lorenzo, di meno facile accesso perché frequentata da “duri e puri” della estrema sinistra romana. La risma di carta la vendevano i cartolai. L’inchiostro in dei tubi giganti di simil-dentifricio. Il dramma vero era la matrice: costoso e fragilissimo foglio di carta di riso impregnato di cera che doveva essere delicatamente inserito nelle vecchie macchine da scrivere meccaniche. Ogni lettera poi doveva essere ben battuta per permettere la perforazione della matrice. Di lì sarebbe passato l’inchiostro e le idee e le parole si sarebbero impresse su una carta ruvida e giallastra pronte per essere diffuse e condivise. Molte matrici si rompevano sullo stesso ciclostile durante la fase di stampa, spalmando grandi chiazze di inchiostro sulla carta e facendo piangere od imprecare chi aveva speso ore per produrre il volantino. Si perdeva così la matrice e le idee si fondevano nell’inchiostro, mentre il ciclostile si preparava alla prossima sfida.
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