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venerdì 21 settembre 2018

R.I.P. Inge Feltrinelli

E' morta a 87 anni IngeFeltrinelli, grande regina dell'editoria internazionale. Nella sua ultima intervista sostenne che la morte del marito, nel 1972, "certo non fu un incidente. Fu un omicidio politico: Giangiacomo sapeva di Gladio e dei loro depositi di esplosivi".

domenica 8 aprile 2018

Moro e gli anni '70






































Giovanni Moro: "E' mio padre il fantasma di questa Italia senza pace"
la Repubblica, 13 marzo 2018, intervista di Ezio Mauro

Gli anni Settanta si aprono e si chiudono con due stragi che non sono ancora chiarite: Piazza Fontana il 12 dicembre del '69, e la stazione di Bologna il 2 agosto dell'80. Che cosa significano questo inizio e questa fine?
«Ci raccontano un Paese che non ha saldato i suoi conti. D'altra parte solo qualche mese fa la Cassazione ha chiuso definitivamente il processo per la strage di Brescia con la condanna definitiva di due dei responsabili. Più di 40 anni dopo i fatti».
Gli anni '70 scorrono anche tra l'autunno caldo del '69 e la marcia dei 40mila a Torino nell'80: un'inversione?
«Se è per questo scorrono anche tra l'elezione di Salvador Allende, primo presidente socialista eletto democraticamente in Cile, e la rivoluzione islamica khomeinista del 1979. Voglio dire che quegli anni sono stati un passaggio di fase, da una prima a una seconda modernità in cui le società sono diventate più pluraliste, gli individui più importanti, la politica meno forte, la dimensione nazionale meno sovrana».

sabato 27 giugno 2015

27 giugno 1980: 35 anni fa la strage di Ustica

Gli anni Settanta sono quel decennio che va dal 12 dicembre 1969 al 27 giugno 1980 ... E per fortuna anche qualcos'altro.

mercoledì 31 dicembre 2008

Ridateci il futuro

Non sarà elegante...

Non sarà elegante, ma consentitemi di citarmi. All'inizio dell'anno chiudevo un post dedicato ai giovani studenti del liceo Croce di oggi, tentando un paragone con quelli degli anni '70. La differenza maggiore che scorgevo era nel modo in cui si ponevano rispetto alla vita, alle aspettative future. La mia generazione era cresciuta avendo fiducia nel futuro, non mi sembrava di poter dire altrettanto per i giovani di oggi. L'ultima mobilitazione studentesca, forse, non a caso, aveva tra i suoi slogan: "ridateci il nostro futuro!" Se quanto è accaduto in Italia nel corso del 2008 vale come una smentita, credetemi, mai stato tanto felice di venire smentito, in modo tanto plateale.

"... Quelli che stiamo vivendo non sono tempi facili, mancano i riferimenti, la globalizzazione ha cancellato ogni confine e ha portato dentro casa nostra le guerre e la miseria, le bidonville sono sotto la nostra finestra. Ecco quello che manca, è la speranza nel futuro, la fiducia che si può cambiare quello che non va a scuola, in Birmania, nel mondo."







domenica 26 ottobre 2008

Non pagheremo noi la vostra crisi

Oggi ho visto nel corteo

tante facce sorridenti

Non intendo fare nessun confronto tra le manifestazioni di studenti e professori che si svolgono in questi giorni e quelle degli anni ’70. Simili paragoni non reggono sul piano storico; non si può misura con lo stesso metro fatti avvenuti in contesti politici e sociali tanto diversi. Trovo altrettanto fuori luogo giudicare questi episodi sulle base delle esperienze personali. I miei sedici anni sono stati diversi da quelli di oggi, se uno inizia a vedere il mondo con le lenti distorte dei ricordi personali ci vuole poco per cadere nel patetico. La nostalgia per la propria gioventù è una trappola pericolosa e non intendo caderci. L’onda che cresce in questi giorni è un movimento che non ha precedenti per forza, estensione, fantasia. La cifra più significativa è l’assenza di quelle zavorre ideologiche che tanti danni procurarono in passato. Posso sbagliarmi ma da questi giovani, comunque vada a finire, è arrivata una salutare scossa vitale ad una società che stava spegnendosi davanti alla TV. “Non pagheremo noi la vostra crisi”, gridano attraversando in cortei civili e pacifici le città di tutta Italia.


(La foto è del 23 ottobre 2008)

sabato 18 ottobre 2008

Chi paga la crisi?

Negli anni '70 operai e studenti manifestavano in piazza contro quelli che definivano "i costi della crisi dei padroni". Si organizzavano forme di autoriduzione delle tariffe e i primi "espropri proletari" nei supermercati. Alcune di queste proteste venivano portate in scena negli spettacoli di teatro politico, come quello famoso di Dario Fo e Franca Rame.