Vogliamo provare a raccontare quegli anni, che cosa rappresentano ancora nella nostra vita.
giovedì 30 maggio 2013
martedì 28 maggio 2013
giovedì 9 maggio 2013
martedì 23 aprile 2013
Er Pecora (Teodoro Buontempo)
E' morto Teodoro Buontempo, dopo essere stato dirigente della Giovane Italia, nel 1972 diventa il primo segretario del Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del MSI. Er Pecora, soprannominato così per la vita di stenti trascorsa durante gli anni della gioventù, era un militante politico stimato tra i "camerati" e temuto dai "compagni". Se lo ricordano di sicuro gli studenti delle scuole romane, in particolare quelli del liceo Croce. Non erano rare le volte che si presentava, armato di megafono, per minacciare gli studenti di sinistra o per proteggere quelli di destra. Adesso, ne siamo certi, sarà da qualche parte, con il megafono ad arringare ancora i suoi con la solita grinta.
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sabato 6 aprile 2013
Fascisti al Tasso!
Si rivedono le svastiche a Roma, davanti al liceo Tasso, come 40 anni fa, quando la violenza politica sconvolgeva la vita civile del nostro Paese. Evidentemente la mamma dei cretini è sempre al lavoro.
giovedì 4 aprile 2013
3 aprile 1973: il telefono cellulare compie 40 anni
venerdì 29 marzo 2013
Enzo Jannacci - Faceva il palo nella banda dell'ortica (1972)
Faceva il palo di Enzo Jannacci
(Walter Valdi - Enzo Jannacci)
Parlato:
Faceva il palo nella banda dell'Ortica,
ma l’era sguercio, el ghe vedeva quasi pù:
e l’è staa inscì che i hann ciapaa senza fadiga,
i hann ciapaa tutt, ma propi tutt, foeura che lù.
Cantato:
Lui era fisso che scrutava nella notte
quand gh’è passaa davanti a lù on carabinier,
insòmma on ghisa, trii carriba e on metronotte,
gnanca una piega lú l'ha fà, gnanca un plissé.
Faceva il palo della banda dell'Ortiga,
faceva il palo perché l'era el sò mestee.
Parlato:
Così, precisi come quei della Mascherpa,
hinn restaa lì i sò amis, a vedè i carabinier,
han detto: « Ma come, porco giuda,
mondo cane: il nostro palo, brutta bestia, ma indove l’è ? ».
Cantato:
Lui era fisso che scrutava nella notte,
ha visto nulla, ma in compens l'ha sentì nient,
perché a vederci non vedeva un'autobotte
però a sentirci ghe sentiva un accident.
Faceva il palo della banda dell'Ortiga,
faceva il palo perché l'era el sò mestee
Ci sono stati pugni, spari, grida e botte,
li han menà via ch'era già mo' quasi mezzdì.
Lui sempre fisso, lì, a scrutare nella notte,
perché el ghe vedeva istess de nòtt come ‘n del dì
Parlato:
Ed è li ancora come un palo nella via,
la gente guarda, el ghe dà cent lira e poeu la va;
lui, circospetto, guarda in giro e mette via,
ma poi borbotta, perché ormai l'è un po' incazzaa.
Ed è arrabbiato con la banda dell'Ortica
perché lui dice: « Non si fa così a rubar ».
Parlato:
Dice: « Ma come, a me mi lascian qui di fuori
e loro, loro chissà quand'è che vengon su;
e poi il bottino me lo portano su a cento lire:
un pò per volta, ma a far così non finiamo più.
Cantato:
No, no, quest chì è pròpi un lavorà de stupid,
io sono un palo, non un bamba, non ci sto più;
io vengo via da questa banda di sbarbati,
mi metto in proprio, così non ci penso più ».
Faceva il palo della banda dell'Ortiga,
faceva il palo perché l'era el sò mestee.
Faceva il palo della banda dell'Ortiga,
faceva il palo perché l'era el sò mestee.
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