Quando nel 1973 Mariano Rumor inventò l'Austerity ci mise la domenica a piedi...
23 novembre 1973. Per contrastare la crisi energetica, vengono varate in Italia misure di "austerity"nell'ottica di contenere i consumi di petrolio: divieto di circolazione delle automobili nei giorni festivi, chiusura anticipata di uffici pubblici e negozi, la fine anticipata dei programmi televisivi, teatrali e cinematografici, all'illuminazione dei locali e a quella pubblica. Il Governo presieduto da Mariano Rumor rispose così alla crisi determinata da un insieme di fattori: la fine del sistema internazionale dei cambi fissi con lo sganciamento del dollaro dalle riserve di oro della Federal Reserve (la Banca centrale degli USA) adottato nel 1971 e la liberalizzazione dei cambi tra le monete del 1973. Inoltre a fine 1973 i paesi produttori ed esportatori di petrolio decisero di creare il cartello dell'OPECche impose una quadruplicazione del prezzo del petrolio. Inoltre, la guerra del Kippur alimentò le incertezze sul piano politico internazionale. Così l'Italia svalutò la lira, aprendo un periodo di crisi (stagflazione, un insieme di recessione ed inflazione) che ci accompagno per diversi anni. E molti di noi che non avevano ancora compreso la drammaticità di quello che stava succedendo si divertivano la domenica ad attraversare Roma con i vecchi pattini (quelli che si agganciavano alle scarpe) pensando che la crisi alle porte potesse avere dei risvolti positivi. Ma ancora una volta avevamo sottostimalo la realtà: i pattini ed i sanpietrini del selciato romano non vanno d'accordo. (Nuvolarossa)
Cercavo materiale per scrivere della crisi internazionale degli anni Settanta, ma quando mi sono imbattuto in questa locandina mi sono detto lasciamo perdere, sono già abbastanza depresso. Meglio una serata con gli amici al Folkstudio. La fonte è manifestipolitici.it , un sito sublime, una vera e propria banca dati del manifesto politico e sociale contemporaneo (Cliccate sul manifesto, si ingrandisce!).
Ho trovato questa foto del 1975 su un sito e non potevo assolutamente esimermi dal copiarla. Si legge nella didascalia: "Nel cortile del Liceo Tasso, in Via Sicilia, a Roma, si riconoscono Ernesto Faraco, Giuseppe Laterza e Vittorio Frajese".
1970: 1. La lontananza (D. Modugno); 2. Insieme (Mina); 3. Venus (Shoking Blue)
1971: 1. Pensieri e parole (Lucio Battisti); 2. Tanta voglia di lei (Pooh); 3. Amor mio (Mina)
1972: 1. Il padrino (Santo and Johnny); 2. Grande, grande, grande (Mina); 3. Imagine (J. Lennon)
1973: 1. Crocodile Rock (Elton John); 2. Pazza idea (Patty Bravo); 3. Il mio canto libero (Lucio Battisti)
1974: 1. E tu (Baglioni); 2. E poi (Mina); 3. A Blue shadow (Pisano)
1975: 1.Sabato pomeriggio (Baglioni); 2. L'importante è finire (Mina); 3. Piange il telefono (Modugno con Francesca Guadagno)
1976: 1. Ancora tu (Lucio Battisti); 2. Non si può morire dentro (Gianni Bella); 3. La Tartaruga (Bruno Lauzi)
1977: 1. Amarsi un po' (Lucio Battisti); 2. Ti amo (Umberto Tozzi); 3. Solo tu (Matia Bazar)
1978: 1. Stayn' Alive (Bee Gees); 2. Una donna per amico (Lucio Battisti); 3. Sotto il segno dei pesci (Antonello Venditti)
1979: 1. Tu sei l'unica donna per me (Alan Sorrenti); 2. Se tornassi (Julio Iglesias); 3. Soli (Celentano).
La mia hit parade, ovvero i più ascoltati da Nuvolarossa:
1970: Deja Vu (Crosby, Still, Nash & Young); 1971: Abraxas (Santana); 1972: Thick as a brick (Jethro Tull); 1973: Selling England by the Pound (Genesis); 1974: Pat Garret & Billy the Kid (Bob Dylan); 1975: Wish you were here (Pink Floyd); 1976: Radio Ethiopia (Patti Smith); 1977: The Clash (Clash); 1978: Exodus (Bob Marley); 1979: Regatta de BLanc (The Police).
Ci siamo, è finita questa calda estate. Proprio oggi sono riuscito a recuperare una vecchia foto di una estate del 1976 o giù di lì. Potrebbe essere Sperlonga, e il ragazzo che si intravede mentre suona la chitarra era Marco G. uno del Cine-Tv di Roma.
Più che due parole, due link per ricordare ancora Stefano Rosso, il quale si merita questo e altro, soprattutto in un blog come questo tutto incentrato sugli anni ‘70. Il primo www.stefanorosso.net con migliaia di pensieri dedicati al cantautore romano de’ Trastevere scomparso il 15 settembre scorso. Il secondo link invece rimanda alla voce Stefano Rosso su wikipedia, l’enciclopedia libera delle Rete, con la tanto di biografia e discografia completa.