martedì 16 settembre 2008

Stefano Rosso – Bologna '77 (1978)



Amici che periodaccio, stavo ancora cercando un video per ricordare Richard Wright, il tastierista dei Pink Floyd, deceduto ieri, quando mi sono imbattuto nella notizia della morte di Stefano Rosso. Lo voglio ricordare con una canzone meno famosa, dedicata dal cantautore trasteverino a Giorgiana Masi. Difficile che l’ascoltiate in TV o alla radio, di questi tempi poi. Ho conosciuto Stefano Rosso a Londra, alla fine degli anni '70, grazie a un amico italiano che mi fece ascoltare, accompagnandosi alla chitarra, Una Storia disonesta e Letto 26.

domenica 14 settembre 2008

Sofri vs Calabresi

Un passato che non può passare
In articolo duro e pieno di rancore, pubblicato dal Foglio, Adriano Sofri sostiene che l’assassinio del commissario Luigi Calabresi non fu un atto di terrorismo. “Considero terrorismo l’impiego oscuro e indiscriminato della violenza al fine di terrorizzare la parte supposta nemica e guadagnare a sé quella di cui ci si pretende paladini”, mentre l’omicidio del commissario Calabresi, argomenta Sofri, “fu l’azione di qualcuno che, disperando della giustizia pubblica e confidando sul sentimento proprio, volle vendicare le vittime di una violenza torbida e cieca”. Il pretesto per intervenire è un articolo, questo a firma di Mario Calabresi, figlio del commissario, oggi corrispondente di Repubblica, che ha partecipato ad un incontro a New York fra le vittime del terrorismo in occasione dell’anniversario dell’11 settembre. Ineccepibile il richiamo di Sofri al contesto in cui maturò il delitto, non si può dimenticare la strage di Piazza Fontana e la morte dell'anarchico Pinelli, per capire quello che accadde in quegli anni . Ma non regge la sua tesi, né aiuta il tono e una certa ambiguità del suo argomentare. Quello di sinistra fu diverso dal terrorismo di destra, prevalentemente stragista, ma sempre terrorismo fu. Le conseguenze di quegli atti criminali sono state anzi più efficaci. Non ritengo una forzatura affermare che l’attuale involuzione autoritaria e conservatrice dell’Italia di oggi discende da quei fatti di terrorismo.

mercoledì 10 settembre 2008

Edoardo Bennato - In fila per tre (1974)



I bambini di una prima elementare di Segrate all’arrivo del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, per l’inaugurazione dell’anno scolastico, hanno intonato In Fila per Tre di Edoardo Bennato. Il testo della canzone del 1974 è un vero inno di protesta contro l' educazione autoritaria. Quando ho letto la notizia sul Corriere della Sera mi è scesa una lacrimuccia, mi sono tornate alla mente le contestazioni goliardiche che si organizzavano all’epoca.

sabato 6 settembre 2008

Cile libero

Bossi cantava El pueblo unido jamas serà vencido?

Sull’ultimo numero del magazine del Corriere della Sera, in una vecchia foto, scattata nel 1974 a Somarate, in Provincia di Varese, si vede affianco ad una tenda, davanti ad un supermercato, un gruppo di persone, tra i quali un giovane Umberto Bossi, accosciato, con il braccio steso in avanti ed il pugno chiuso. Alle loro spalle, attaccato su una saracinesca, uno striscione con la scritta “Cile libero”. L’11 settembre 1973 un golpe di militari fascisti guidati dal generale Pinochet ha affogato nel sangue la democrazia cilena; negli anni successivi in Italia, e in altre nazioni del mondo, si svolgeranno numerose manifestazioni di solidarietà con il popolo cileno.
Sono passati tanti anni, in Cile è tornata la democrazia e Bossi ha cambiato saluto.

venerdì 22 agosto 2008

Albero Motore - Messico Lontano (1975)



Grande gruppo questo degli Albero Motore. E poi io il batterista, Marcellino, lo conoscevo e all'epoca me la tiravo da morire.

martedì 19 agosto 2008

Voglia di vacanze

Quando andare era più importante che stare

Nuvolarossa racconta le sue vacanze anni '70

1972 - Quindici anni da poco compiuti. Primo campeggio senza i genitori durante la settimana di Pasqua, destinazione Sperlonga: campeggio "Nord Sud". Ho letto "On the Road" di Jack Kerouac su un autobus dell'Acotral tra il capolinea di Castro Pretorio e Sabaudia. Percorremmo la Pontina e non la Route 66: questo ti è dato quando vivi a Roma.

1973 - Estate: partimmo in sei, tutti studenti del liceo Croce (e tutti maschi). Destinazione: Fontane Bianche a sud di Siracusa. Viaggio in treno di seconda classe, dormimmo nella zona antistante il gabinetto, accovacciati sui zaini militari comprati a Via Sannio. Ore interminabili. Situazione da inferno dantesco. Campeggio libero sulla Punta del Cane (autorizzati dai contadini della Marchesa di Cassibile). Falò tutte le sere e cene economiche a base di pasta, uova al pomodoro e patate alla brace. Una sera arrivarono dei Finanzieri per controllare la "legalità" del nostro campeggio. Alla fine si commossero (le tristi patate bruciacchiate) e ci invitarono tutti a cena nella loro caserma. Questa è l’estate che ho letto Freud, ma non lo ho capito molto bene.

1974 - Campeggio a Cirò Marina. Mare selvaggio e grande accoglienza. Ci innamorammo tutti del vino locale che in quegli anni ci era sconosciuto. Cominciammo le prime avventure in apnea. Uno del Manifesto era sempre preoccupato dell'avvicinamento del suo gruppo al PCI. Cambiano i tempi, ma i dibattiti faticano ad evolvere.

1975 - Tra Roma ed il mare. Ostia, Passoscuro, Fregene e lo stabilimento della Marina. Lunghe ore sugli autobus che attraversano l'Aurelia a discutere di musica, di concerti e di futuro.

1976 – E’ l'anno della maturità, destinazione: Malta. La scoperta che all'estero ci sono più italiani di quelli che immagini, che l'inglese che abbiamo studiato a scuola è assolutamente nullo, che Don Mintoff è un socialista a modo suo, quindi è meglio evitare gli ospedali, che la pasta al forno la chiamano timpana e costa quattro soldi, che la Seven Up non esiste in Italia e li, invece, la bevono tutti, che l'orizzonte si può allargare ancora di più.

1977 - Arriva l'Estate Romana. L'architetto Renato Nicolini, all’epoca assessore alla cultura al comune di Roma, lancia una rassegna cinematografica alla Basilica di Massenzio. Siamo tutti lì. Nel servizio d'ordine ci sono vecchi compagni del Croce e l'organizzazione è affidata ad alcuni cineclub della capitale, tra cui uno gestito da un'altro studente del Croce. Ci andiamo tutti, tutte le sere. I giornali aprono un mega dibattito sull'effimero. Come si dice: piombo sprecato. Sono in tanti, tutte le sere con una grande voglia di incontrarsi e di condividere gli eventi. Memorabile la sera in cui fu proiettato l'incontro di calcio "Italia-Germania 4-3" semifinale di Città del Messico. Tifo da stadio, come se nessuno conoscesse già il risultato finale. Anche questa era voglia di viaggiare.


sabato 2 agosto 2008

O cara moglie


E’ estate, tempo di vacanze, di pensieri leggeri. Però è anche un momento difficile per il Paese, di crisi. Ci sono tante aziende in difficoltà, che chiudono i battenti; solo per l’Alitalia si parla di 5000 esuberi. Negli anni Settanta l’avrebbero raccontata, anzi, cantata così. La canzone è di Ivan Della Mea.