Vogliamo provare a raccontare quegli anni, che cosa rappresentano ancora nella nostra vita.
mercoledì 14 novembre 2007
Le verità di Cossiga
lunedì 12 novembre 2007
Rino Gaetano
martedì 23 ottobre 2007
Le stagioni di una volta
sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi che non sai mai giocare….”
lunedì 15 ottobre 2007
Il racconto di Giovanni Moro

Sugli anni Settanta è uscito per l'Einaudi un altro libro, l’autore è Giovanni Moro, figlio dello statista assassinato dalle Brigate Rosse. Aldo Cazzullo l’ha intervistato ieri sul Corriere della Sera, e devo dire che quello che ho letto l’ho trovato di grande interesse. Non solo perché rimango convinto che la vera storia del rapimento e dell’uccisione di Moro e della sua scorta non è stata ancora scritta, ma anche perché il libro tenta di ricostruire una visione complessiva degli “anni Settanta, che non possono essere ridotti al confronto ideologico e alla violenza politica: poiché furono anche gli anni delle riforme, dei diritti civili, della partecipazione”. Esattamente quello che sostengo su questo blog, insieme ad altri amici con i quali ho vissuto quel periodo.
Appena ho un minuto faccio un salto in libreria.
sabato 6 ottobre 2007
Cresciuto a pane e politica
Cresciuto a pane e politica, confesso oggi di avvertire una sensazione di spaesamento, è duro riconoscersi in questa ondata di antipolitica che attraversa il Paese. Negli anni di liceo passati al Croce, tutto era politica e tutto si spiegava con la politica, persino le amicizie, il sesso. Si proclamava solennemente: “il personale è politico!” e ci si comportava di conseguenza, o almeno ci si provava. D’accordo era un mondo diviso in due e certe tesi portate all’estremo finivano nel ridicolo come i matrimoni tra i compagni di alcuni “gruppi emme elle” (per fortuna, gente mai vista al Croce), oppure in tragedia. I morti degli anni settanta sono il frutto della logica aberrante che riduceva le relazioni allo schema “amico-nemico”. C’era però anche un aspetto positivo, la politica era vissuta come una ricerca continua di soluzioni, non c’era problema, dal quartiere ai conflitti internazionali, che non potessimo risolvere tutti insieme. La speranza non ti abbandonava mai… Detto così forse fa anche sorridere, non me la prendo, ci saremo pure illusi ma se poi uno fa il confronto con l’assenza di prospettive future, la solitudine, le paure negli adolescenti di oggi, viene quasi da dire, come fanno i vecchi, “si stava meglio quando si stava peggio”. Per chiudere, l’antipolitica fatta dal Corriere della Sera o dalla TV pubblica non mi piace ma come non sentirsi vicino a quei giovani di Locri che manifestano per la legalità? Grande è la confusione sotto il cielo…domenica 30 settembre 2007
Quanti lutti
Il 30 settembre 1977, Walter Rossi, militante di Lotta Continua, veniva ucciso a Roma con un colpo di pistola esploso da un gruppo di estremisti di destra. Aveva solo 20 anni e come tanti ragazzi di quell’epoca è morto senza che la giustizia riuscisse a dare un volto ai suoi assassini. L'elenco delle vittime di quegli anni è lunghissima, di alcuni si è persa la memoria. Io stesso non mi ricordavo più del ferimento di Elena Pacinelli, eppure quella sera di trenta anni fa, Walter Rossi è morto proprio mentre distribuiva un volantino in cui si denunciava l’aggressione subita da quella ragazza. Le inchieste sono archiviate ma a tenere vivo il ricordo c’è ancora l’Associazione Walter Rossi.
sabato 15 settembre 2007
Aspettando Godot
E’ vero, è un sacco di tempo che non mi faccio più sentire con le mie storie sugli anni Settanta . Non mi sono stancato del blog, anzi finora mi sono divertito un mondo, e non c’entra neppure la “sindrome da crociera Costa”, quella sorta di stato depressivo che solitamente colpisce i lavoratori che rientrano al lavoro dalle ferie, anche quelle trascorse nei luoghi più banali (alla fine si sta sempre meglio in vacanza…). Soltanto aspettavo che qualcuno dei compagni di liceo, con i quali avevo progettato questa rievocazione degli anni di scuola, si facesse avanti e invece sono ancora qui ad aspettare. Per fortuna che c’è gente come Eskimo o Louis, anzi chissà se sono rientrati dalle ferie? 