domenica 24 maggio 2009

Rostagno come Impastato

Una storia italiana

Dopo solo 21 anni, un killer di sessantanni e un capomafia di settanta sono stati raggiunti in carcere da un'ordinanza di custodia per l'omicidio di Mauro Rostagno . La svolta nelle indagini è arrivata confrontando le armi usate per uccidere Rostagno con quelle di altri cinque delitti firmati da Cosa nostra. Mauro Rostagno è stato ucciso dalla mafia, non dai suoi compagni di Lotta Continua per nascondere chissà quale verità sul delitto Calabresi o dagli amici della comunità che aveva fondato per il recupero dei tossicodipendenti. Ora attendiamo con altrettanta fiducia e rapidità il processo.

sabato 23 maggio 2009

L'anarchico Mentana

Passionaccia

All'inizio degli anni Settanta, Enrico Mentana faceva parte di un gruppo anarchico di liceali, insieme a Mario Ferrandi, detto Coniglio, responsabile dell'assassinio dell'agente Antonio Custra , avvenuto durante gli incidenti tra autonomi e polizia nel maggio 1977 a Milano. Con loro, nello stesso gruppo di anarchici, c'era anche il giudice istruttore Guido Salvini, che avrebbe poi indagato sull'omicidio, individuando i responsabili. E' lo stesso Mentana a raccontare questa storia nel suo libro (Passionaccia, ed. Rizzoli, € 17,50) appena pubblicato. Insomma un classico aneddoto da anni Settanta, non mi stupisce neppure più di tanto. Mi viene solo da fare una battuta, con un occhio più all'ttualità, ma Berlusconi che gente frequenta ?


sabato 16 maggio 2009

29 aprile 1975

"Vietnam vince perché spara"
Il fotoreporter di guerra, Hugh Van Es, autore di questa foto, simbolo della sconfitta americana in Vietnam, è morto l'altro ieri a Hong Kong. L'immagine ritrae la fuga precipitosa da Saigon su un elicottero USA, mentre in città entrano le forze armate nord vietnamite. Era il 29 aprile 1975, andavo ancora al Croce, e quando arrivò la notizia della vittoria dei vietcong, brindammo felici. All'epoca sembrava facile distinguere tra buoni e cattivi, oggi avrei meno certezze.

domenica 10 maggio 2009

Rispetto e omaggio a Pinelli

"Rispetto ed omaggio dunque per la figura di un innocente, Giuseppe Pinelli, che fu vittima due volte, prima di pesantissimi infondati sospetti e poi di un’improvvisa, assurda fine. Qui non si riapre o si rimette in questione un processo, la cui conclusione porta il nome di un magistrato di indiscutibile scrupolo e indipendenza: qui si compie un gesto politico e istituzionale, si rompe il silenzio su una ferita, non separabile da quella dei 17 che persero la vita a Piazza Fontana, e su un nome, su un uomo, di cui va riaffermata e onorata la linearità, sottraendolo alla rimozione e all’oblio. Grazie signora Pinelli..."

(Dall'intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Giorno della Memoria, dedicato alle vittime del terrorismo. 9 maggio 2009)

sabato 9 maggio 2009

Stretta di mano al Quirinale

Tra le vedove Pinelli e Calabresi
Licia Rognini
, moglie dell'anarchico, Giuseppe Pinelli, ingiustamente sospettato della strage di Piazza Fontana e che morì "volando" dalla finestra della questura di Milano nel 1969, e Gemma Capra, vedova del commissario Calabresi, ucciso in un agguato nel 1972 dopo che una campagna di stampa lo rappresentò ingiustamente come responsabile della morte di Pinelli, si sono incontrate oggi per la prima volta al Quirinale, nel giorno della memoria per ricordare le vittime del terrorismo. La stretta di mano tra queste due donne eccezionali, coraggiose, dotate di una dignità rara per i tempi di oggi, mi ha commosso. Il Presidente della Repubblica, Napolitano, con grande coraggio e onestà morale ha reso possibile questo incontro. Sono italiani come questi che ti fanno sentire ancora orgoglioso di essere nato in questo Paese.